Per chi non l'avesse già fatto consiglio di leggere Gomorra, il libro che ha fatto grande scalpore di Roberto Saviano.
Bè, credetemi, sembra veramente un libro fantasy. Ci sono delle cose che neanche la mente più perversa sarebbe arrivata a pensare.
A me personalmente ha influenzato molto, essendo io della fascia sud dell'Italia.
Ma non credete che il problema "Camorra" riguardi solo il sud Italia. La Camorra ha le sue braccia che si infilano ovunque, in tutta Italia e, per di più in tutta Europa e in buona parte dell'America.
Il pezzo che sto per postare qui è strettamente influenzato e legato a ciò che troverete nel libro sopra citato.
Inquinamento.
Già, oggi parliamo di inquinamento. Vedrete come non è un problema riguardante solo il mezzogiorno.
Non iniziate a sbadigliare, non sono le solite cose sentite e risentite.
"Lo smog, il gas, l'effetto serra e il buco nell'ozono che ci ucciderà tutti".
No, io sto parlando di qualcosa che viene dall'interno della terra, il cancro della nostra terra.
Che non si basa su vane statistiche "Nel 2025 la temperatura si alzerà..." ma su effetti immediati, che si riscontrano subito a pelle.
Nessuno si è mai posto la domanda? Si registra che solo in Campania negli ultimi anni le morti provocate da cancro sono aumentate del 21%.
La spiegazione è molto semplice:
I rifiuti che contaminano la terra, inevitabilmente ritornano dentro di noi, così come il "cancro" di queste terre si impadronisce delle nostre cellule.
Riporto un esempio che può sembrare banale, ma da bene l'idea.
Conoscete la buona mozzarella campana? importrata in tutta Italia? Bene, quella mozzarella si produce nel casertano, da mucche che pascolano e si nutrono in terre che sotto il loro strato conservano rifiuti, sostanze chimiche e tossiche, ma di questo parleremo dopo.
Bene, la mozzarella viene fatta, distribuita e arriva sulle nostre tavole ogni giorno. Ecco distribuite piccole dosi di cancro gionaliero.
Si parla tanto di rifiuti delle industrie,tante storie per un po' di fumo nero, ma non vengono mai presi in considerazione i loro scarti, quelli che non sono visibili a occhio, come può essere il fumo che esce dai cunicoli, quelli messi a tacere sotto terra:rame, arsenico, mercurio, piombo, cromo, nichel..Suona invitante vero?
Ma analizziamo un po' le dinamiche.
Il sud è il capolinea di tutti gli scarti tossici della produzione italiana.
Campania, Sicilia, Calabria, Puglia, sono le regione con il più alto numero di reati ambientali.
Le stesse regione di quando si parla dei territori con maggiori organizzazioni criminali.
Fare due più due non è difficile, vero?
Dalla fine degli anni '90 i clan camorristici sono diventati i leader dello smaltimento dei rifiuti.
Si potrebbe pensare, qual'è il problema?
Stato o Camorra, i rifiuti vengono sempre smaltiti.
Cosa importa quali mani svolgono il lavoro, l'importante è che il problema viene risolto.
Il problema sorge parlando del come si fa.
Certo i boss di Camorra non hanno avuto nessuna remora ha imbottire i loro paesi di veleni.
Basti pensare che la procura di Napoli ha scoperto nel gennaio 2003 che in quaranta giorni oltre 6500 tonnellate di rifiuti dalla Lombardia sono giunte a Caserta.
Un ruolo rilevante lo svolge anche la Toscana, definita la regione più ambientalista d'Italia.
Qui si concentrano fra i più grandi movimenti di traffici illegali.
I toner delle stampanti d'ufficio della Toscana e della Lombardia vengono sversati di notte da camion che ufficialmente trasportano compost, concime.
In verità, le terre si caricano di cromo esavalente: se inalato si fissa nei globuli rossi e provoca ulcere, difficoltà respiratorie, cancro ai polmoni.
Ma non diamo subito la colpa ai nostri poveri politici.
Molte volte gli elementi che fanno funzionare questo meccanismo sono direttamente i funzionari, che per far aumentare di un po' il loro salario spesso non controllano nè verificano le varie operazioni, dando in gestione discariche a persone chiaramente inserite in organizzazioni criminali.
Pensate che le indagini segnalano che solo nel napoletano su 18 ditte di raccoglimento rifiuti, 15 sono legate a clan camorristici.
Una scena "divertente" è stata alla vigilia dello Tsunami, terremoto marino che come sappiamo ha colpito le Filippine nel 2004.
I volti degli imprenditori camorristici davanti allo scenario della televisione era a dir poco spaventato, allibito.
Paura, preoccupazione per la povera gente colpita da quella catastrofe naturale?
Oh no, paura per i loro affari.
Infatti, a causa della gigantesca onda le spiagge vennero squassate e dal loro interno uscirono centinaia di fusti stracolmi di rifiuti pericolosi o radioattivi, inculcati nella sabbia tra gli anni '80 e '90.
Impossibile non accorgersi di quei fusti, l'attenzione che si sarebe creata avrebbe potuto arrestare i traffici una volta per tutte, o almeno ostacolarli notevolmente.
E invece nessuno sembrò farci caso, tutto venne messo alla svelta a tacere, i volti continuarono a voltarsi e gli occhi a chiudersi, come sempre.
Ma non c'è una soluzione a tutto questo?
Ricorderete di certo l'emergenza rifiuti che ha colpito la Campania quest'inverno.
Bè, la soluzione sembra ancora impossibile per un territorio così riempito di spazzatura.
Per anni i rifiuti sono stati ammucchiati in ecoballe, enormi cubi di spazzatura imballata in fasce bianche, che se si cammina per il belvedere di Via Petrarca e si butta lo sguardo giù, per un tratto che sembra piccolissimo a Napoli si può ammirare questo spettacolo.
Solo per smaltire queste ecoballe ci vorrebbero 56 anni.
Un periodo troppo lungo per una cosumazione troppo grande di spazzatura.
L'unica soluzione sembrano essere gli inceneritori, sistemi puliti, che hanno già adottato diversi paesi.
Ma come mai quindi, ad Acerra, provincia di Napoli, appena si è sentita la parola "inceneritore" le furiose rivolte hanno subito bloccato anche solo la primitiva idea di uno di essi?
Ma non criticateli o prendeteli per masochisti, là dove le inchieste giudiziarie non sono ancora arrivate, la popolazione è già giunta.
Temono che l'inceneritori possano diventare le fornaci dei rifiuti di mezz'Italia a disposizione naturalmente dei clan, e quindi ciò comporta che tutte le garanzie sulla sicurezza ecologica dell'inceneritore sono ben vane, contro tutti i veleni che i clan potrebbero bruciare.
E per concludere in bellezza, passiamo alla parte più subdola e meschina che chiude lo scenario:
Se la vostra idea di camionista era quella di un omaccione grosso e muscoloso, con braccia tatuate e lunghi baffi crespi, bè, levatevela dalla mente. Accogliete piuttosto l'idea di un bambino a cui non è spuntata neanche la prima barba. Una fascia compresa tra i 13 e i 16 anni per l'esattezza.
Ormai i camionisti non vogliono più guidare i camion per sversare il carico, sanno benissimo di star maneggiando rifiuti altamente tossici.
Fu proprio un camionista, nel 1991, a far partire un inchiesta su questo traffico illegale, forse la prima inchiesta seria nella storia dei rifiuti.
M.T(iniziali di nome e cognome) era andato in ospedale in condizioni a dir poco pietose: occhi gonfi, pelle bruciata. Era completamente accecato, le mani avevano perso il primo stato di epidermide.
Un fusto tossico gli si era aperto sul viso.
Da quel giorno i camionisti si rifiutarono di portare a termine le missioni che gli erano affidate.
Così, erano dei ragazzani a fare il lavoro sporco.
C'era uno spiazzo dove li facevano esercitare a portare i camion, a frenare, con due cuscini sotto il sedere così che riuscissero ad arrivare ai pedali.
250 euro ogni viaggio, per un bambino era una somma enorme.
Gli stessi bambini che, 10 anni dopo, si sarebbero ritrovati con un cancro ai polmoni, dando la colpa alla loro sfortuna.
Venivano reclutati nei bar, i propietari sapevano, ma non osavano chiedere niente nè fare obiezione, ma non risparmiava fiato ad esprimere il proprio giudizio agli altri clienti con frasi del tipo: "Quella roba che gli fanno portare, più se la buttano i corpo quando respirano, prima li farà schiattare. Questi li mandano a morire, non a guidare".
è facile dire certe cose davanti a un caffè vero?
Davanti a gente che ti da ragione, gente innocua, ma come si secca la gola quando viene il momento di parlare davanti a chi ti potrebbe fare veramente male.
Questa è una delle verità di Napoli ragazzi, non sono storie inventate, molte di queste cose sono state dette prima di me da un ragazzo che in queste terre ci è nato e cresicuto, che ha sentito direttamente le parole del barista. Questa è la verità di Napoli e non solo.
Questa è una delle verità dell'Italia, tutta.
Perchè se un problema non ci riguarda personalmente non vuol dire che non sia affar nostro.
Queste poche parole, nella speranza di sensibilizzare un po' di più alcune persone, che non riescono a vedere a un palmo dalla punta del loro naso.
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Cara Gloria
RispondiEliminagrazie per avermi illuminato la giornata. Quando ripenso a quello che ha scritto sento che c'è ancora qualcuno in questa maledetta Italia formata da Vedette & Veline s.a che la pensa come me.
Non avendo letto Gomorra non posso parlare su quell'argomento ma concordo pienamente con lei in molti altri punti. Perchè non ci sensibilizziamo di più vedendo la nostra società che muore, agonizza davanti a noi e noi perdiamo solamente tempo a discutere su cose che non hanno la minima importanza? Scarpe Gucci e cintura Fornarina ci aiuteranno prima della fine del mondo? Cari italiani, cari cittadini del mondo, facciamo un appello alla nostra coscienza come cosmopoliti, e cerchiamo di raddrizzare e di ritrovare la retta via prima di perdere tutto quello per il quale abbiamo tanto sognato, sul quale abbiamo tanto sudato!
tanti abbracci, Jacinta
Carissima...
RispondiEliminaLunga vita a questo blog, e speriamo che i visitatori apprezzino il tuo lavoro... Ma so che sicuramente lo faranno, anche perchè nanche il 10% di quello che è scritto wui possiamo sentirlo in televisione nei vari telegiornali... Quelo che devi fare è spargere la voce a più utenti possibili, diffondere le tue idee e sostenere la vera informazione, senza filtri e senza censure... Vai avanti così e potrai essere la degna erede di Grillo!
Cara Gloria
RispondiEliminasono rimasta un pò scossa da quello che ho letto, perchè fino a poco tempo fa molte cose non le sapevo. Trovo che sia piuttosto vergognoso che sfruttino dei ragazzini per dei loro scopi, invece di rischiare la loro vita.
E anche i politici che sanno sicuramente meglio di noi tutto ciò non fanno assolutamente niente per risolvere questa situazione ormai insostenibile. Apprezzo molto il tuo impegno e spero che molta gente possa leggere quello che hai scritto.