giovedì 3 dicembre 2009

Chiedimi Se Sono Felice

La Costituzione americana fissa “il diritto alla felicità”.
In seguito alla Dichiarazione di Indipendenza del 1776 vennero stabiliti tra i diritti dell’uomo quelli alla vita, alla libertà e al perseguimento della felicità.
Sia ben chiaro, non siamo nel Paese della Cuccagna, qui nessuno regala niente a nessuno. Ma per nessuna ragione deve essere vietata la libertà a una persona. È con la libertà che un uomo può raggiungere la propria felicità.
Tempo fa un uomo molto più saggio di me ha detto “Se vuoi uccidere un uomo, privalo del suo sogno più bello”.
È un bisogno primario, rientra tra gli istinti spesso incontrollati dell’uomo cercare tutto ciò che lo faccia stare meglio.
La felicità da sempre è ambita, cercata, conquistata a fatica per poi franare davanti ai proprio occhi, spesso non ci siamo mai resi conto di averla proprio lì, davanti a noi, spesso invece l’abbiamo trovata…ma a che prezzo?
Questo è un articolo diverso dagli altri, di solito tratto di politica.
Ma è una cosa che purtroppo ho appreso oggi, che mi ha toccato abbastanza da vicino, e mi sembra giusto dedicargli almeno una parte del nostro pensiero.
Oggi un ragazzo si è suicidato.
Sì suicidato, si è lanciato dal quinto piano del suo palazzo, inutili gli interventi dei medici, le lesioni erano gravi. Il suo cuore non ha retto.
Aveva 16 anni.
Adesso, la domanda che mi pongo è cosa mai avrà potuto spingere un ragazzo di 16 anni a compiere un tale gesto?
I giornali l’hanno descritto come un ragazzo assolutamente normale, andava bene a scuola, aveva una bella famiglia, una ragazza…ecco, sapete che hanno detto? “In seguito a un litigio con la fidanzatina”. Come se volessero addossare la colpa a una ragazzina di 14 anni. Se poteste vedere com’è ridotta adesso la ragazza.
Se avessero fatto parlare chi le cose le sa veramente, chi quel ragazzo l’ha conosciuto, e bene…ma non voglio puntare il dito contro nessuno, non voglio farlo diventare un testo accusatorio.
C’è rabbia certo, nelle mie parole, ma prima di tutto c’è dolore.
Anzi, il dito verso qualcuno lo voglio puntare.
Verso chi-e purtroppo si è sentito-ha descritto il suo gesto come “un gesto per attirare solo attenzione, per suscitare compassione e affetto”.
Allora, c’è chi descrive il suicidio come un atto di coraggio e chi come un atto impulsivo.
Io penso che un ragazzo di 16 anni sappia benissimo che facendo un volo dal 5° piano non ti rompi solo una gamba.
Il suicidio non è attirare l’attenzione, il suicidio è un gesto estremo di quando ti sembra non avere nessuna via di fuga, nessun alternativa per risolvere una situazione che sembra insormontabile se non con un atto che ponga fine a tutte le sofferenze. Per sempre.
Accuso la gente, che non conosceva il ragazzo, e che ha fatto presto a sputare sentenze e veleno.
C’è una cosa peggiore dell’ignoranza. L’ignoranza che si crede saggezza.
Come ho detto, purtroppo sono venuta a conoscenza dei problemi di questo ragazzo, forse proprio quelli che l’hanno spinto a tutto questo, ma per suo rispetto non mi sembra opportuno riferirli.
Forse è vero, ci possono essere state cose a prima vista insignificanti, problemi che insomma sono costretti a passare tutti gli adolescenti, ma il modo in cui si affrontano i problemi varia da persona a persona.
Ci sono caratteri autodistruttivi, caratteri che non riescono a trovare una soluzione ai problemi e caratteri che si lasciano andare.
E la cosa più brutta in queste situazioni è ritrovarsi da soli con se stessi. Spesso non possiamo aiutarci da soli. Spesso la buona volontà non è sufficiente.
Forse bastava solo il conforto di un amico, o l’affetto di un genitore.
Quello che voglio dire, è che però c’è sempre un rimedio a tutto.
Può essere facile la soluzione come può richiedere anni, ma tutto alla fine si riesce a superare.
C’è solo una cosa che l’uomo da secoli sta cercando di combattere, che è riuscito a ritardare, alleviare, ma non a sconfiggere. Ed è proprio la morte.
Di vita che ci piaccia o no ce ne hanno data solo una, senza sconti e senza garanzie, e una volta passato quel traguardo, purtroppo non si ritorna più indietro.
È un invito a dare valore e a tenerci caro questo sprazzo di vita, che nonostante tutto, anche quando la situazione sembra irrimediabile, e proprio la consapevolezza di questo nostro possesso che ci fa restare in vita.
C’è ancora un’altra versione, di chi da la colpa alla società.
La società che emargina, la società che discrimina.
Ci vengono imposti in maniera a noi del tutto inconscia -attraverso tv, pubblicità, “divi” da prendere ad esempio- dei parametri di giudizio, il dare grosso valore…a ciò che alla fine valore non ha.
Una società che si sofferma solo sull’apparenza, dove ciò che sei è meno importante di ciò che mostri.
Dove per essere “qualcuno” devi avere la borsa dello stilista in voga e il Rolex da centoni al polso.
Spesso mi è capitato di rendermi conto, che le persone che mostrano tutto queste belle cose, che danno di loro l’immagine modello, sono proprio quelle che hanno di meno da dare.
Che hanno bisogno di beni materiali per comparare la mancanza di un bene ben più grande, che però non riescono a offrire.
Forse è proprio il sentirci fuori luogo, troppo stretti in un sistema che opprime la nostra fantasia costringendoci a seguire una sola via, che ci porta alla fine a non stare bene neanche con noi stessi.
Da qualunque cosa stesse fuggendo quel ragazzo, spero abbia trovato la tregua alla sua sofferenza.

venerdì 27 novembre 2009

Che Fine Ha Fatto L'Aquila?

Le scosse erano state avvertite già da gennaio.
Dapprima inferiori alla magnitudo 3.0, poi sempre crescenti.
Nulla di cui allarmarsi, diceva il direttore del dipartimento della Protezione Civile, Bertolaso- che ha annunciato le sue dimissioni proprio in questi giorni, c'è chi dice per mancanza di fondi destinati alla Protezione Civile, c'è chi prevede una sua candidatura alle elezioni regionali- scosse giustificate dalla conformazione del territorio, ma assolutamente innocue.
Solo Giampaolo Giuliani, dell'Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario, osò un'osservazione contraria, in quanto in base a suoi studi rilevò che un gas in fuoriuscita dalla crosta terreste poteva alterare le condizioni morfologiche della zona.
Fandonie, parole della Commissione Grandi Rischi, interpellata per l'occasione "I terremoti non si possono prevedere", ma ugualmente previdero che, essendo stato l'Abruzzo colpito pochi anni prima da un terremoto,seppur lieve, un'altra scossa non poteva manifestarsi in una fascia di tempo così breve.
Giuliani si prese una denuncia per procurato allarme.
In ogni caso, terremoto o no, la situazione doveva rimanere stabile. Sappiamo benissimo che l'Abruzzo è la regione a più alto rischio di scosse sismiche e quindi le sue fondamenta dovrebbero essere costruite rispettando tutte le norme di sicurezza.
E invece, il 6 aprile del 2009 si manifestò una scossa di intensità pari a magnitudo 6,3. Fu devastante. Nell'Aquila, zona particolarmente colpita, si stimano 308 morti, 1600 i feriti e attorno ai 48000 gli sfollati.
Chiese e centro storico completamente distrutti, palazzi crollati così, come castelli di sabbia al soffio di una brezza un po' più ostile.
Pronto l'intervento dei vigili del fuoco che hanno lavorato incessantemente per settimane per tirare fuori dalle macerie il cadavere dei caduti e degli agenti del volontariato, che hanno offerto il loro aiuto e il rifornimento di beni primari ai superstiti, per i quali sono state allestite 2000 tende per la capienza di 10 persone caduna.
Tempestivo anche l'intervento di forze maggiori quali il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che appena ha saputo ha portato in loco la sua presenza e i suoi sprazzi di-macabro-humor: "Dobbiamo prenderla come una vancanza in camping" e "Portate la crema solare".
Ma la magnanimità del Premier non si ferma qui: ha aggiunto che metterà a disposizione almeno tre delle sue ville, ma sta cercando di liberarne anche altre-sempre che non siano già occupate per ambigui festini.
Altre voci di conforto sono arrivate anche dal Ministro della Difesa La Russa che ha garantito "assoluta disponibilità delle forze armate".
Anche il Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini si è sentita in dovere di far sentire la sua presenza, avanzando l'idea di concedere la maturità anche agli studenti colpiti dal sisma impossibilitati di dare presenza nelle aule per i 200 giorni rischiesti.
Poichè siamo sicuri che il primo pensiero dei ragazzi vedendo le loro case rase al suolo sia stato: "E adesso come faccio con la scuola?"
Ma per ricostruire un intera città non ci vogliono parole, ma soldi, tanti soldi.
Si stimò che con i soldi raccolti dai paesi dell'UE si poteva ammontare a centinaia di milioni di euro, e intanto anche il governo dava del suo mettendone subito a disposizione 30 milioni.
Troppo pochi per coprire tutti i danni e far rinascere una regione, ma il piano era questo: Berlusconi annunciò che entro il 10 settembre sarebbero state consegnate nuove case "case vere e arredate" ai cittadini ed entro maggio l'ospedale sarebbe stato utilizzabile.
Parole confermate da Bertolaso che “nonostante le difficoltà” rassicurò che “il 21 settembre riaprirà l’anno scolastico, per il 25 settembre vorremmo consegnare le prime case antisismiche mentre entro il 15 speriamo di consegnare il villaggio di Onna”.
In più, a chi per qualche miracolo la casa è restata in piedi, ma presenta gravi danni il Governo offriva una copertura fino a 80'000 euro e per le case considerate "fuori pericolo" pagherà sia i controlli che gli eventuali lavori se necessario.
Mi brillano gli occhi, siamo in buone mani allora.
Ma il tempo passa, e di case non se ne vede l’ombra.
A maggio riapre l’ospedale, ma un altro annuncio del Premier assicura che entro novembre i cittadini avranno ciò che gli spetta(anche perché l’esenzione dalle tasse per i cittadini abruzzesi è fino al 30 novembre).
E ad Onna i cittadini manifestano il loro disagio sostenendo che le case di legno promesse da Bertolaso come abitazioni provisorie non sono mai arrivate e che per Onna non si è fatto assolutamente nulla da quando è accaduta la disgrazia.
Quelli che invece sono potuti ritornare alle loro case si lamentano del mancato riallaccio del gas a causa del quale i servizi diventano meno agevoli.
Intanto la maggioranza ha bocciato la richiesta di più soldi, mezzi e uomini ai pompieri.
Quelli già attivi hanno indotto uno sciopero della fame-pur sempre continuando a lavorare come prima- per protestare contro la mancata ricompensa ai loro servigi.
Insomma, la situazione sembra al quanto complicata, ma il Premier ha sempre la soluzione giusta: "Per l'estate una serie di crociere nell'adriatico e nel mediterraneo".

Insomma, siamo a dicembre, le macerie sono rimaste macerie e gli sfollati sono rimasti sfollati.
E nessuno che ne parli.
Si è fatta un gran baccano agli albori dell’impresa, ad elogiare il Presidente e la sua voglia di fare, e adesso?
Qualche trafiletto sul giornale, un accenno al Tg ogni tanto.
Ormai la tragedia non fa più notizia, l'attenzione della gente muta a veocità impressionante e di conseguenza pensa le reti televisive tendono a mandare servizzi che possano ricatturarla.
Il problema è che le tragedie degli uni diventano strumento di lucro di altri.
Dopotutto, tutto il meccanismo dell'informazione si è capito dall'ostentazione fatta dal Tg1 del record di ascolti dopo il terremoto.
E intanto gli abitanti de L’Aquila rimangono lì, al freddo delle loro tende adesso che l’inverno e la neve si sta abbattendo sull’Abruzzo, dimenticati da tutti.

sabato 21 novembre 2009

Ecco Cosa Siamo

L'Italia è il paese con il maggior numero di esponenti politici imputati in qualche proceso le cui accuse vanno dalla Corruzione alla Mafia.
Leggevo il giornale stamattina, e per un attimo sono rimasta come intontita davanti a quei fregi di inchiostro su carta bianca.
Mi sono vergognata della mia situazione, della situazione di ogni italiano.
L'articolo esponeva il passato "torbido" di Schifani in quanto avvocato.
La cosa che mi ha fatto paura, non è stata la notizia in sè...ma l'appurare che non me ne importava niente.
O meglio, la parola "non m'importa" non è nel mio vocabolario come i miei (pochi) lettori avranno avuto modo di apprendere, ma è stata la presa di coscienza nel rendermi conto che ormai, questi fatti(in altri ambiti e in altri luoghi ritenuti scandalosi) per noi ormai sono routine.
Per noi è normale che il nostro Presidente ogni tanto si faccia un tiro di coca, o che il Ministro sia il cognato di un camorrista, o altre cosucce simili. Per il fatto è che è da tanto, troppo tempo, che queste cose si sentono all'ordine del giorno. Forse in questo periodo in maniera più accentuata.
Ho fatto una scaletta per vedere in quante cose "losche" sono stati imputati-e lo sono ancora- gli esponenti di governo.
Iniziamo da chi da l'esempio a tutti, com'è comprensibile:
-Pier Silvio Berlusconi(dobbiamo elencare tutti e 20 processi in cui è stato imputato(e di cui nessuno è arrivato a sentenza conclusiva)? Ebbene, facciamo questo immane sforzo)

Iniziamo con le Sentenze di non doversi procedere, che si dividono in un delta:

Per intervenuta proscrizione del reato, sentenze cioè che hanno superato i limiti stabiliti per la loro portata a termine:(N.B. proscrizione non vuol dire assoluzione, non vuol dire che quel reato non è stato commesso, ma che per scadenza di termini si è sciolto...insomma, semplicemente vuol dire che sei riuscito a farla franca...)

- Lodo Mondadori
1991, Berlusconi è stato accusato di corruzione giudiziaria per ottenere una decisione a suo favore nel giudizio di impugnazione per nullità del Lodo Mondadori, dal cui esito dipendeva la proprietà della casa editrice. Il processo è caduto per la scadenza dei 7 anni e mezzo.

-Processo Lentini
1995, Silvio Berlusconi è stato indagato per il reato di falso in bilancio, perpetrato attraverso il versamento “in nero” di una decina di miliardi di lire dalle casse della squadra di calcio del Milan a quelle del Torino per l’acquisto del giocatore Gianluigi Lentini. Stessa cosa del processo Mondadori.

-All Iberian I
1996, Silvio Berlusconi viene rinviato a giudizio per i reati di finanziamento illecito a un partito politico e falso in bilancio aggravato. Silvio Berlusconi avrebbe versato illecitamente 22 miliardi di lire, al Partito Socialista Italiano di Bettino Craxi. Quanto al falso in bilancio, Berlusconi avrebbe trasferito ingenti somme di denaro all’estero attraverso società offshore(società che offrono condizioni fiscali favorevoli), con lo scopo, talvolta, di reimpiegare il denaro in altre attività illecite.

Per intervenuta amnistia. Ovvero, il reato non è più considerato tale

-Falsa Testimonianza
Nel corso di un processo penale per diffamazione, avviato da una querela di Berlusconi per via di un articolo comparso sulla rivista Epoca nel 1987, egli riferì all'Autorità giudiziaria, sotto giuramento, di non aver corrisposto alcunché a Licio Gelli all'atto di iscriversi alla sua Loggia massonica, la P2, nel 1981.
Nel processo di Primo Grado del 1989, il pretore Gabriele Nigro firmò una sentenza di non doversi procedere poichè il fatto, riteneva, non costituiva reato.
Nel 1990 la Corte di Appello dichiarava il reato commesso, ma non punibile a causa del provvedimento parlamentare che appunto dichiarava amnistia per le false testimonianze ("Giuro di dire la verità, tutta la verità, nient'altro che la verità" dice il teste....)

-Aquisti Dei Terreni Di Macherio
1999, Berlusconi è stato accusato di appropriazione indebita, frode fiscale e falso in bilancio per l’acquisto dei terreni intorno alla sua villa di Macherio.
Sentenze di assoluzione. L'imputato è assolto per mancanza di prove.
-All Iberian II (La vendetta)
Il processo fu rinviato a giudizio per inconsistenza di prove.Fu fissato per il 7 aprile 200, ma per una pronuncia della Cassazione che rilevava l'incompatibilità di un giudice con il processo, lo rimandò ancora uan volta.Il processo All Iberian II si è definitivamente concluso con l’assoluzione di Silvio Berlusconi nel 2005 poichè ritenuto non costituire reato in seguito ala riforma del diritto socerario del Governo Berlusconi I.

-Processo SME
Imputato per corruzione giudiziaria(leggere articolo che precede)


-Tangenti Alla Guardia Di Finanza

Berlusconi è stato accusato di corruzione mediante il versamento di alcune tangenti ad ufficiali della Guardia di Finanza impegnati in verifiche fiscali presso quattro aziende dell'imprenditore milanese (rispettivamente: Videotime, 1989, Mondadori 1991, Mediolanum 1992 e Tele+ 1994). Indovinate com'è andata a finire.

-Medusa Cinematografica

accusato di comportamenti illeciti nelle operazioni d'acquisto della società Medusa cinematografica, per non aver messo a bilancio 10 miliardi.

-Sme Ariosto I

Stefania Ariosto era un'amica stretta di Previti, l'allora avvocato di Berlusconi che dichiarò colpevolezza di quest'ultimo e dell'avvocato a riguardo del processo SME sopracitato. Dichiarazioni giunte direttamente dall'avvocato. Come già abbiamo detto: svariati miliardi che transitavano indisturbati, anche per alcune banche svizzere, alcuni dei quali finivano direttamente nelle tasche del giudice Squillante, le quali sentenze venivano comprate a favore di Berlusconi.
L’avvocato Previti era una sorta di intermediario tra Berlusconi e Squillante: Berlusconi dava i soldi a Previti e quest’ultimo li consegnava a Squillante.Previti è stato condannato a 5 anni di reclusione, Squillante a 8 anni, Berlusconi...non è stato condannato.("causa attenuanti" dicono. Adesso mi spiegate come debbano essere condanati i Mandati e non il Mandante, che è "attenuato")Inutile dire che si cercò di screditare in tutti i modi Stefania. Purtroppo, evidentemente ci riuscirono.

-Telecinco

In Spagna Silvio Berlusconi, insieme ad altri manager Fininvest, è stato accusato di violazione della legge antitrust(norme giuridiche a tutela della concorrenza sui mercati economici), frode fiscale e reati vari (quali riciclaggio di denaro) a favore dell'emittente Telecinco da lui fondata. Il processo è stato sospeso dal 1999 al 2006 per l'immunità di cui Berlusconi godeva nel paese in qualità di eurodeputato prima e di capo di stato estero poi; nel 2006, anno in cui è subentrato al terzo mandato di Berlusconi il secondo di Prodi, il giudice Baltasar Garzón che per primo aveva avviato il procedimento ha riaperto il fascicolo a suo carico.
Nel 2008 l'avvocato Niccolò Ghedini, avvocato di Berlusconi, annunciò l'assoluzione di quest'ultim o.

Procedimenti Archiviati

-Spartizione Pubblicitaria Rai-Fininvest

Berlusconi fu accusato di aver indotto la RAI,a concordare con la Fininvest i tetti pubblicitari, per ammorbidire la concorrenza. Per mancanza di prove il processu fu archiviato.

-Traffico Di Droga

Nel 1983 i telefoni di Berlusconi furono messi sotto controllo nell'ambito di un'inchiesta su un traffico di stupefacenti. L'indagine fu archiviata nel 1991. (da qui potremmo dire, partì l'idea di legge contro le intercettazioni-non approvata? contraddicendosi poi qualche anno dopo emanando un decreto che consentisse a Lui di controllare i siti internet)

-Tangenti Fiscali Pay-Tv

accusato di aver pagato tangenti a dirigenti e funzionari del ministero delle Finanze per ridurre l’Iva dal 19 al 4 per cento sulle pay tv e per ottenere rimborsi di favore.

-Stragi Del 1992-1993 - Concorso Esterno In Associazione Mafiosa

La Procura ha indagato per molti anni sui mandanti a volto coperto delle stragi:
-del 14 maggio 1993 a Maurizio Costanzo

-del 27 maggio 1993 agli Uffizi

- del 27 luglio 1993 al Padiglione di Arte Contemporanea

-del 28 luglio 1993 a San Giorgio al Velabro e San Giovanni in Laterano allo Stadio Olimpico

-del dicembre del medesimo anno e del gennaio del 1994 a Formello

-del 14 aprile 1994 a Salvatore Contorno, 14 aprile

La procura iscrisse nel registro degli indagati Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri considerati mandanti delle suddette stragi.

I due inoltre, furono indagati anche per le stragi di Paolo Borsellino e Giovanni Falcone. Indagini partite dalle dichiarazioni di ben 5 testimoni(Salvatore Cancemi, Tullio Cannella, Giocacchino La barbera, Gioacchino Pennino e Angelo Siino, tutti afiliati di mafia), dai verbali relativi ai rapporti con Vittorio Mangano(Nel 1973 infatti, tramite Dell'Utri che l'aveva conosciuto anni prima venne assunto come amministratore, nella villa di Arcore di Berlusconi, nella quale visse e lavorò fino al 1975. La Procura sostiene che Dell'Utri era a conoscenza dei precedenti penali di Mangano) e infine dagli esitti delle indagini della Dia e del Gruppo Falcone Borsellino.

Nel 2002 il fascicolo viene archiviato, su richiesta dello stesso PM, perché il quadro indiziario risultava friabile. Il Gip tuttavia, nel decreto di archiviazione, lascia alla valutazione dei pubblici ministeri di effettuare ulteriori indagini su «piste investigative diverse da quelle sinora perseguite» ritenendo che «tali accertati rapporti di società facenti capo al gruppo Fininvest con personaggi in varia posizione collegati all'organizzazione Cosa nostra, costituiscono dati oggettivi che rendono quantomeno non del tutto implausibili né peregrine le ricostruzioni offerte dai diversi collaboratori di giustizia». Oltre a questo viene evidenzato anche che gli atti avevano dimostrato l'esistenza di varie possibilità di contatto tra gli uomini appartenenti a Cosa Nostra ed esponenti e gruppi societari controllati in vario modo dagli odierni indagati». Tale richiesta di archiviazione, tuttavia, non fu sottoscritta dall'altro pm che si era occupato delle inchieste e dei processi sulle stragi, contrario alle impostazioni della richiesta di archiviazione, soprattutto nella parte in cui si sostiene che le dichiarazioni dei principali pentiti della strage, erano contrastanti.

-Abuso D'Ufficio

2009, Berlusconi è stato iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di abuso d'ufficio. Le indagini si riferiscono ad un presunto abuso nell'utilizzo degli aerei del 31º stormo dell'Aeronautica militare di stanza a Ciampino, finalizzato al trasporto del Presidente del Consiglio e di altre persone ad una serata di intrattenimento tenutasi in Sardegna, a Villa Certosa.
Il 16 giugno del medesimo hanno la Procura ha richiesto l'archiviazione delle indagini dopo aver accertato che su tutti i voli era presente almeno una persona autorizzata ad usufruirne (Berlusconi), constatando che per il resto «l'utilizzo della flotta non è disciplinato da alcuna disposizione di legge o regolamento, ma soltanto da direttive della Presidenza del consiglio dei ministri». Anche l'ipotesi di peculato(reato in virtù del quale un'incaricato al servizio che, avendo per ragione del suo ufficio la disponibilità di denaroaltrui, se ne appropria-in pratica noi con le nostre tasse pagavamo gli aerei privati per le feste di Berlusconi-),avanzata in un primo tempo, è stata scartata, appoggiandosi su una sentenza della Cassazione risalente al 2007.

Procedimenti In Corso

-Diffamazione aggravata dall'uso del mezzo televisivo

accusato di diffamazione aggravata dall'uso del mezzo televisivo, in relazione alla vicenda delle dichiarazioni dell'allora Premier in merito alle relazioni tra le cosiddette Cooperative Rosse e Camorra durante una intervista rilasciata il 3 febbraio 2006 ad una emittente nazionale. L'iscrizione è avvenuta in seguito alla querela presentata dal presidente della Lega Nazionale delle Cooperative Poletti.

-Processo Mills

Corruzione dell'avvocato Mills(laggere testo che precede)

-Compravendita Diritti Televisivi

I PM Alfredo Robledo e Fabio De Pasquale, che hanno collezionato 50.000 pagine di atti con rogatorie in 12 paesi, hanno richiesto il rinvio a giudizio per 14 indagati, tra cui Silvio Berlusconi per aooridazione indebita, frose fiscale e falso in bilancio.
L'inchiesta trova le sue radici dall'indagine All Iberian, andando a indagare su due società estere collegate alla società lussemburghese "Silvio Berlusconi Finanziaria", la Century One e la Universal One. Sui conti di tali società sono stati rintracciati fondi neri versati distribuitamente su conti bancari in Svizzera, Bahamas e Montecarlo, da Berlusconi e gestiti da fiduciari dello stesso. La compravendita dei diritti di film made in USA avveniva, secondo l'accusa, in modo illegale: Mediaset non li comprava direttamente ma da società offshore(già citate in precedenza) che a loro volta li cedevano ad altre società, facendo lievitare il prezzo ad ogni passaggio. La differenza tra il valore reale e quello finale consentiva di mettere da parte fondi neri.
Berlusconi avrebbe intascato 280 milioni di euro in nero, senza pagarvi le tasse e frodando i propri azionisti. Ma la difficoltà maggiore per i PM è stato capire come avvenivano tali operazioni, considerato che il premier ha lasciato la sua carica sociale da imprenditore nel 1993 per perseguire quella di politico.Esso quindi, avrebbe continuato a occuparsi delle società tramite prestanome. Tale impotesi è stata supportata dalle testimonianze Carlo Bernasconi (capo della Silvio Berlusconi Communications), Oliver Novick (responsabile della Direzione Corporate Development) e Marina Camana (segretaria di Bernasconi che, come rivela un articolo sull'Espresso, ha raccontato proprio che le indicazioni per gli acquisti venivano da Arcore).
Guardia di Finanza quindi perquisì gli uffici della Mediatrade, società controllata dal Gruppo Berlusconi che ha preso il posto nell'acquisto dei diritti TV. La procura scoprì massicci trasferimenti di denaro della Wiltshire Trading (società intestata ad Agrama) a favore di conti svizzeri di personaggi Mediaset. Questo nuovo filone nasce inoltre dalla testimonianza di un ex dirigente Paramount, Bruce Gordon, che definisce Agrama come «agente di Berlusconi» e «rappresentante Fininvest». Farouk Mohamed Agrama svolgerebbe quindi in USA il ruolo che in Italia svolgeva il capoacquisti Lorenzano.Secondo la procura l'accumulazione dei fondi neri sarebbe continuata anche oltre il 1999, fino al 2002 cioè anche dopo la sua carica di quando Presidente del consiglio, più precisamente durante il suo II mandato.

Ciò si ricollega al Caso Mills poichè l'avvocato inglese è accusato, insime a Berlusconi, di corruzione in atti giudiziari.Ascoltato come teste del processo ricevette la somma di 600.000 dollari per l'affermare il falso e per tacere il ruolo di Berlusconi nella società offshore, creata proprio da lui stesso.Mills è stato condannato dal tribunale di Milano a 4 anni e 6 mesi e interdetto per 5 anni dal suo esercizio.Per processare Berlusconi invece, si dovette aspettare la sentenza della Consulta sul Lodo Alfano(decaduto l'ottobre del 2009)

Infine, è per questo che Silvio adesso si mangia le mani per cercare una scappatoia che lo salvi dal processo.

Adesso, se i miei lettori sono ancora vivi, posso consigliare di riprendere fiato un attimo, visto che dopo questo volo Pindarico dobbiamo riprendere la traccia del testo, e cioè la sfliza di atti illegali che sembrano piovere a dirotto in questi ultimi mesi(anche se i processi di Berlusconi li comparano tutti)

-il Sottosegretario all'Economia Cosentino

Di cui abbiamo già parlato, con legami(d'affari e di parentela) con il gruppo dei Bidognetti prima, e degli Schiavone poi.

- il Presidente del Senato Schifani

Proprio in questi giorni è avanzata l'accusa che Schifani, nel suo passato di avvocato, abbia protetto-consenziente-un gruppo di mafiosi intenti nella costruzione di un palazzo di legalità al quanto dubbia.

Certo, l'obbiezione potrebbe essere: Parliamo di fatti avvenuti 15 anni fa, Schifano all'epoca era un avvocato e gli avvocati per professione difendono senza distinzione chi lo richieda. Vero, ma mi permetto di dire che il discorso è un po' diverso. Qui entra in gioco la morale e il senso del dovere di una persona.Stiamo parlando di un problema che da anni come un cancro divora l'Italia e io, francamente, non avrei difeso un mafioso neanche se mi avessero pagato i miliardi.Ma, se vogliamo anche passar sopra a quest'obbiezione, la contro-obbiezione è questa.Del proprio passato si fa quel che si vuole, ma è possibile che con questa reputazione si diventi Presidente del Senato?Qui qualcosa non va.Prima Cosentino, poi Schifani, primis tra tutti Berlusconi, ma è mai possibile che per scegliere i propri esponenti li si ponga al quesito: "Quanti reati hai a carico?Hai contatti con la mafia?Quanto sei poco papabile per una possibile elezione?"E, strano caso, vince chi risponde meglio.

Vi saluto, sperando che episodi del genere dai nostri rappresentati politici non si ripetano più(ma vista l'impossibilità della cosa, mi sa che ci rivederemo presto)




martedì 17 novembre 2009

Gli Intoccabili

Passato il primo momento di stordimento riesco a riapropriarmi del dono della parola.
Come avete visto sul Lodo Alfano ho scritto si e no due righe.

Ma adesso, visto che le cose sembrano procedere, meglio fare il punto della situazione.
Ormai è palese che Berlusconi stia cercando tutti i sotterfuggi e stratagemmi per scampare i suoi innumerevoli reati.

Riassumendo:
Le leggi Ad Personam iniziarono già nel 2003, con il Lodo Schifani(allora avvocato, adesso Presidente del Senato della Repubblica, pensate un po'); dico Ad Personam poichè era lo stesso periodo in cui Berlusconi era imputato nel processo SME(brevemente: la società si vendeva, concorrenti erano Berlusconi e De Benedetti, quest'ultimo alla fine, riuscì ad aggiudicarsi "il vello d'oro". Peccato che poco dopo gli fu tolto senza motivazione apparente, e decretato dai giudici di possesso di Berlusconi. Da allora è aperta l'inchiesta per palese corruzione).
Ritornando a noi, il lodo stabiliva che le maggiori cinque cariche dello Stato(Presidente della Repubblica, del Senato, della Camera dei Deputati, del Consiglio dei Ministri e della Corte Costituzionale) non potessero essere sottoposte a processi durante il loro mandato.

Grazie a Dio, il lodo fu ritenuto incostituzionale dalla Corte Costituzionale.

Nel 2008 Berlusconi torna alla carica con il Lodo Alfano(attuale Ministro della Giustizia, ancora meglio) che di nuovo, prevedeva che le più alte cariche dello Stato non potessero essere processate durante il loro mandato-valido anche per processi già in corso, cioè prima dell'assunzione della carica.
Stavolta però, c'è anche un movente: i nostri poveri politici, con tutto quello che hanno da fare, come posso svolgere al meglio il loro lavoro se devono pensare anche ai processi che li vedono imputati?
Insomma questa non è una legge Ad Personam bensì Ad Personas infondo, lo fanno per noi cittadini.

1) Sorvoliamo pure il fatto i politici dovrebbero essere degli exempla per i cittadini, e cioè non dovrebbero proprio avere a che fare con processi che li vedono coinvolti.

2) Qualcuno in un primo momento, come me, sarà rimasto alquanto stupido dall'adesione del Presidente della Repubblica a questo nuovo decreto.
E invece ancora una volta, addirittura il Presidente di vede messo con le spalle al muro dalla bella legge italiana che sembra essere scritta dalle capre: come sapete, tutte le leggi per essere approvate devono passare prima per il rappresentante della Repubblica. Se però il Presidente annulla con il suo voto questa legge, ma quest'ultima viene riproposta automaticamente entra in vigore. Il consenso del Presidente della Repubblica è quindi una pura formalità. "Meglio non prenderci per il culo" dice giustamente Napolitano.

3) Ancora una volta ci stupisce il tempismo-o la casualità come preferite- con cui è avvenuta la stesura della legge.
Proprio in quel periodo di parlava del processo Mills(a detta dell'avvocato inglese Berlusconi avrebbe versato in nero sul suo conto in Svizzera 600.000 dollari).

Ancora una volta, la Corte l'ha dichiarata incostituzionale o meglio, si potrebbe fare, ma si dovrebbe rivedere e riscrivere la Costituzione, della quale uno dei fondamentali principi su cui è basata e proprio "La Legge è Uguale Per Tutti".

E visto che Berlusconi si stava mangiando le mani il suo avvocato Ghedini si è sentito in dovere di intervenire.

Il Processo Breve.
Sappiamo benissimo che i processi in Italia durano molto più del dovuto.
Sarà per negligenza, sarà effettivamente per mancanza di strumenti necessari, ma cosa dice la legge?
I processi non possono durare più di 6 anni.
Ciò vale per i processi di primo grado degli incensurati, ovvero quelli che ancora non hanno avuto una condanna definitiva e posso stare a piede libero.
Ma cosa sono questi "intoccabili"? Mica si tratta di rapine fatte da un gruppetto di ragazzetti o altri reati minori, che di solito richiedono molto meno tempo?
No, il processo breve tratta di reati ben più complicati, quali corruzione, falso in bilancio, frode fiscale, che richiedono un procedimento molto più lungo e complesso(come ne avete avuto prova negli esempi di processi proposti addietro).
La domanda sorge spontanea.
Questo processo breve, per fare proprio la parte di chi ha il salame sugli occhi, potrebbe essere un monito per quei guidici "fannulloni". Ma una volta scaduti i 6 anni, che si fa?
Semplice, il reato cade in prescrizione.
Finito lì, se non ti sei mosso prima il processo viene definitivamente annullato e il soggetto non può più essere incolpato per ciò che lo riguarda.
Ottima cosa, complimenti.
Ciò vuol dire che tutti i delinquenti se la prenderanno comoda e alla fine resteranno impuniti-mentre chi è accusato di reati minori deve restare in carcere fino a che il processo non avrà luogo, e sappiamo tutti cosa succede al tempo d'oggi nelle carceri vero?per non parlare se poi l'indiziato risulta innocente, come spesso anche accade.
Comunque, qui ci vuole un applauso per la bella pensata.
Sappiamo benissimo in che condizioni di mezzi e di fondi si trova la legislatura italiana e i suoi affini-ricorderete quel servizio in cui dei poliziotti affermavano di non avere neanche la carta per stampare i verbali.
E vista la situazione critica lo Stato che fa?
Mica investe nella giustizia, mica da il suo contributo per migliorare la situazione.
No, fa i processi brevi.
Così siamo sicuri che dove non peccano i magistrati peccano loro.
Che lo dico a fare, ancora un'escamotage per proteggere Mr.Intoccabile.
Solo una cosa chiedo, solo una

Almeno non dite che lo fate per noi.

domenica 15 novembre 2009

Camorra E Policita Vanno A Braccetto

Che camorra e politica svolgano due ruoli-per quanto apparentemente contrastanti- spesso intrecciati tra loro, si sapeva già.
Forse la gente ignorava quanto.
Ecco un altro caso, ma che, c'è da sconvolgersi?
Sicuramente ricorderete l'emergenza rifiuti che nel 2007 ha sconvolto la Campania.
Rifiuti, anche tossici, che strabordavano da ogni ancoglo della strada, le discariche ormai stracolte, i mancati fondi per gli inceneritori, e le proteste. Tutto questo sotto i governo Prodi, in carica da appena due giorni, ma che aveva già trovato una situazione alquanto disastrosa.
Il governo non dura molto, difatti, il 20 di febbraio cade e al suo posto, sale per l'ennesima volta il governo Berlusconi.
e...puff, la spazzatura che intasava le strade di Napoli e province sparisce, come mai esistita, da un giorno all'altro.
Cosa ne hanno fatto di tutta quella spazzatura?Se la sono mangiata?
la domanda è la più ovvia che dovrebbe sorgere eppure è la più trascurata in un momento di tale euforia da parte dei Campani.
E la risposta è la più scontata, quella che però nessuno vuole dire.

L'Eco 4 era l'impresa che si occupava dello smaltimento dei rifiuti, sotto le redini dei fratelli Orsi, imprenditori legati al clan Bidognetti.
Sapete chi aveva fondato codesta società?
Il sottosegretario all'Economia, Nicola Cosentino.
Il perchè di questa alleanza la si può ben capire: per la Camorra, il via libera-o perlomeno minori controlli- su alcune azioni e non meno importante il profitto tratto; per Cosentino, l'assunzione all'interno dell'azienda di persone vicine al sottosegretario di famiglia o di interessi (come ad esempio, a confessione di Orsi, le assunzioni di Picone Nicola, vicesindaco di Trentola, e quella di Oliviero, consigliere di Villa Literno, entrambe richieste dall’Onorevole Cosentino), ancora una volta il profitto e, cosa più importante, assicurarsi i voti di una buona parte dei cittadini Campani.(facendo un rapido conto: dipendendi dell'impresa, che ammontavano a circa 250, più famiglie, più naturalmente i clan affiliati=vittoria facile)

Lo testimonia lo stesso imprenditore-camorrista Gateano Vassallo, il "ministro dei rifiuti" del clan Bidognetti: "Confesso che ho agito per conto della famiglia Bidognetti quale loro referente nel controllo della società Eco 4 gestita dai fratelli Orsi. Ai fratelli Orsi era stata fissata una tangente mensile di 50 mila euro (...) posso dire che la società Eco4 era controllata dall’onorevole Nicola Cosentino. Presenziai personalmente alla consegna di 50 mila euro in contanti da parte di Sergio Orsi a Cosentino. Faccio presente che sono tesserato Forza Italia e grazie a me sono state tesserate numerose persone presso la sezione del mio paese, Cesa. Mi è capitato in due occasioni di sponsorizzare la campagna elettorale di Cosentino. L’ho sostenuto nel 2001 e incontrato spesso dopo l’elezione”.

Stessa cosa raccontava già nel 1996 il pentito Dario De Simone:“Durante la mia latitanza molto spesso mi sono incontrato con l'onorevole Cosentino. Aveva avuto espressamente il nostro aiuto per le sue elezioni e ci disse che era a disposizione per qualunque cosa noi gli avessimo potuto domandare. Cosentino mi tranquillizzava (...), mi riferì che la vittoria della coalizione di Forza Italia avrebbe sicuramente comportato un alleggerimento della pressione nei nostri confronti e in particolare si riferiva alle disposizioni di legge sui collaboranti di giustizia”.

Questo spiega la brillante quanto rapida carriera di Cosentino: facciamo un tuffo nel passato, per vedere quanto, fin dall'inizio, la carriera di Cosentino sia dipesa da voti "illegali".
Alla prima elezione, negli anni ottanta, Domenico Bidognetti racconta che: “Il padre di Cosentino ci chiese di aiutarlo e in cambio donò cinquanta litri di benzina a testa” (La famiglia di Cosentino, effettivamente, è titolare di un impero nel settore dei petroli)

Cosentino era appoggiato anche dall’altro clan casalese, gli Schiavone (tutti avrete sentito parlare del famoso Sandokan, non è così?), che lo appoggiatono alle provinciali del '90. Stessa cosa alle regionali del '95.
Fino ad arrivare a cariche ben più grandi.
Anche qui, il tocco della Camorra si posa di nuovo, comprensibilmente, in un atto quasi di simbiosi, poichè come dice Vassallo “se cresce lui, cresciamo anche noi”.
Siamo alle elezioni politiche del 2001, Cosentiniono da consigliere comunale di provincia diventa sottosegretario con deleghe prestigiose, e con un rapporto direttamente proporzionale cresce anche la Camorra che appoggia le sue imprese.

I legami che l'egano "l'onorevole" ai clan però non si fermano qui. Sono legami ben più stretti, oserei dire, legami di sangue.
Cosentino infatti, è cognato di un boss, Giuseppe Russo, detto “O padrino”, arrestato in Germania nel 2003.
"Casualità" diceva Cosentino, lui non ne aveva niente a che fare.
Non è dello stesso avviso Michele Froncillo, esponente del clan Belforte: “Quando fu arrestato Peppe o' padrino, gli è subentratio il fratello Massimo, attraverso il cognato: l’onorevole di Forza Italia, Nicola Cosentino”.
Ancora più pesante l’accusa del pentito Dario De Simone: “L’onorevole Cosentino, consigliere regionale in carica presso la Regione Campania e anche assessore, ha sposato Marisa Esposito, nipote di Gaetano De Cristofaro, il cugino della moglie di mio fratello Aldo. Ho trascorso una parte della latitanza a casa di Gaetano De Cristofaro, in Trentola Ducenta e molto spesso mi sono incontrato in quell’abitazione con l’avvocato Cosentino Nicola anche durante il suddetto periodo”
E naturalmente...
“In occasione delle elezioni regionali del 1995 Cosentino Nicola mi chiese espressamente di aiutarlo nell’imminente campagna elettorale. Il Cosentino mi riferì tra l’altro che la vittoria della coalizione di Forza Italia avrebbe sicuramente comportato un alleggerimento della pressione nei nostri confronti e in particolare si riferiva alle disposizioni di legge sui collaboranti di giustizia”

Qualcosa da aggiungere?
Ora apro un'altra parentesi, prendendomi la mia piccola vendetta, dico a Voi, che avete gioito della sparizione improvvisa e immediata dei rifiuti, ancora non siete arrivati a capire che fine hanno fatto?
Non se li sono mangiati loro, ve li siete mangiati voi.
Per rispolverare un po' la memoria andatevi a leggere almeno la prima parte del primo post che ho scritto "Inquinamento E Castelli Di Sabbia". Poi pensateci su.

sabato 7 novembre 2009

Scagli La Prima Pietra Chi è Senza Peccato

E mo basta. Io cerco di non impicciarmi, di non fare sempre la polemica(non è vero), ma quando ci vuole ci vuole.
Sembra che nell'ultimo periodo l'interesse comune sia indirizzato tutto verso le abitudini dei politici(sia chi ricopre cariche maggiori, che chi ricopre cariche minori).
Oggi Berlusconi su Novella 2000, domani vedremo i fan che gli chiedono l'autofgrafo, e, perchè no, fare anche un reality? "L'isola dei Presidenti", sai che successone.
Come avrete notato non ho scritto niente sulla vicenda di Berlusconi e delle sue amichette, semplicemente perchè non mi interessa con chi vada o non vada una persona e perchè ritengo ci siano problemi ben maggiori su cui focalizzare la nostra attenzione.
E visto che la legge è uguale per tutti -vero Angelino?- non proferirò parola sul nuovo scandalo che interessa l'èlite della società, il caso Marrazzo.
Vorrei fare solo alcune osservazioni.
Da mesi si sta discutendo dei gusti sessuali del Presidente della Regione Lazio.
Ma, di grazia, vi rendete conto che abbiamo assistito a un caso di assoluta incoerenza, inadempienza e inottemperanza delle Forze dell'Ordine?
Quest'uomo è stato vittima di un ricatto.
Questi uomini dovrebbero essere processati -cosa che per fortuna è in corso- ma voi, Dei Media, non pensate sia il caso di lasciare in pace Pieruzzo e concentrarvi sui dei poliziotti insubordinati?
Dovete fare informazione voi, non scoop.

Apro e chiudo parentesi, il caro Pieruzzo si è dimesso dal suo incarico, scelta coraggiosa, "assolutamente comprensibile dopo questo scandalo" dicono alcuni, ma....qui sembra un paese di dimissionari....tutti tranne uno.
Adesso, visto che i cani di Berlusconi sono ricorsi alla scusa "Marazzo è stato condannato perchè lui aveva l'obbligo di denunciare una volta ricevuta una minaccia e perchè in quanto capo della regione deve dare il buon esempio, il nostro padrone non faceva niente di illegale"(non contando certo lo spacciatore invitato al party e le ragazze presunte minorenni, ma insomma, futili dettagli)
Certo, ma sotto il profilo morale è esattamente la stessa identica cosa.
Quindi è intollerabile che il Presidente della Regione abbia la voce della coscienza talmente tanto petulante da spingerlo a dimettersi, e il Presidente della Repubblica no.

Seconda osservazione.
Ripeto ancora una volta che a me non è che freghi più di tanto se il nostro Presidente va con escort, trans, prostitute o se indossi le calze bianche sotto lo smoking(ogni riferimento al calzino azzurro di Mesiano è assolutamente casuale).
Il fatto è, sottolineando ancora una volta l'incoerenza del chevalier, che forse ricorderete la legge anti prostituzione(decretata dalla Carfagna e largamente approvata da Berlusconi) che prevedeva, per farla breve, che chi fosse scoperto ad andare a prostitute dovesse essere sottoposto al pagamento di una multa.(lasciamo stare il discorso che potrebbe scaturire "il poco lavoro in Italia porta a questo, togli i clienti alle protitute e loro muoiono di fame, tu Stato dovresti preoccuparti di mantenere chi non è nella possibilità di farlo". Pensate che per le ragazze sia bello prosituirsi?No cari, non è affatto così, è un gesto estremo di disperazione)
Ritornando a noi, questa legge presentava forse una clausola a caratteri microscopici che affermava-come forse credeva Angelino per la Costituzione- che i Politici fossero sollevati da questo dovere? No perchè se no veramente non mi spiego come mai chi approva una legge poi si senta in diritto di non rispettarla.
Ecco il "Buon Esempio".

venerdì 16 ottobre 2009

Lodo Alfano

Ma allora c'è un barlume di speranza, se proprio vogliamo chiamarlo così?
Bè forse no, ma c'è qualcuno a cui ancora non sono saltate tutte le rotelle.
La Corte Costituzionale ha bocciato il Lodo Alfano, considerandolo "anti costituzionale".
Il disegno legge consisteva nella "sospensione dal processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato", presentato dal Ministro della Giustizia Angelino Alfano e approvato dal Consiglio dei Ministri del Governo Berlusconi IV in data 26 giugno 2008 «con l'obiettivo di tutelare l'esigenza assoluta della continuità e regolarità dell'esercizio delle più alte funzioni pubbliche».
In pratica, un politico durante la sua carica non può essere processato(anche se compie azioni illegali).
Come vedete non ho niente da aggiungere, non farò uno dei miei soliti post chilometrici...semplicemente...vi rendete conto? Il Ministro della Giustizia, chi di dovere dovrebbe preservare i nostri diritti e sopprimere gli abusi, chi ripete che "davanti alla legge sono tutti uguali" adesso fa questo decreto uscendosene con delle scuse che farebbero scompisciare il Gabibbo?
Ma io dico, in mano a chi siamo, di chi possiamo fidarci, se anche il maggior esponente delle nostre leggi è corrotto?
Sono senza parole.

La Truffa Del Digitale Terrestre

Ecco, la truffa è arrivata anche qui. Ieri giravo i canali in cerca di un TG, metto sul 2....scusate, qualcuno sa spiegarmi perché non va?
Ah giusto, il digitale.
Premettendo che sono incazzata come una iena, perché c'è un limite a tutto, e questa è veramente una tra le truffe più grandi della storia italiana!
Ma guardiamo tutti agli immensi vantaggi del digitale:
Come prima cosa, Il segnale digitale terrestre, appunto perchè digitale, è meno soggetto a fastidiosi disturbi ed interferenze. Questo significa che, fintanto che è presente un segnale riconoscibile, l'immagine sarà sempre ugualmente nitida.
Il secondo vantaggio del DTT è da ricercare nella possibilità di ricevere più canali in una stessa frequenza: mentre col sistema analogico un’unica frequenza attuale può ospitare un solo canale, con il sistema digitale una stessa frequenza può ospitare fino a 10 canali.
In più, sarà possibile interagire attivamente con i programmi che si guardano in tv, soltanto con il telecomando: dall’invio di risposte a quiz e domande di gradimento, fino all’invio di messaggi di testo, utilizzando le schede prepagate come quelle Mediaset Premium o Dahlia e si potrà di accedere a servizi quali informazioni sul traffico, sul meteo, in tempo reale.
Bè, devo dire che non riuscivo davvero a vivere senza partecipare ai quiz televisivi e continuando a sapere che tempo farà domani semplicemente guardando il Meteo alla fine dei TG. Certe cose cambiano la vita...
Ma, insomma cos'è veramente il digitale terrestre?
Rete 4, è una rete privata(come sapete insieme agli altri canali Mediaset, di proprietà del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi).
Dal 1994, la Corte Europea ha aperto un dibbattito sulla trasmissione di queste reti poichè secondo la costutizione i privati non possono possedere più di due reti sull'analogico(rete 4, canale 5 e Italia 1 sono già tre), qundi, o rete 4 doveva essere venduta o doveva essere trasmessa al di fuori dell'analogico, ossia sul digitale; pena multa salatissima per gli italiani pari a circa 150 milioni al giorno.
Questo, è stato deciso anche in base alla decisione di lasciare il posto a Europa 7, leggitima proprietaria delle frequenze dal 1999 a cui è stato impedito di trasmettere per ordine di Berlusconi(basta fare 2 più 2).
Una "soluzione" il nostro uomo politico-imprenditore l'aveva trovata eccome:creare il primo digitale terrestre; Mediaset Premium.
Il digitale esiste dal 20 gennaio 2005, ma gli aquirenti sono stati ben pochi per un semplice motivo: i canali erano gli stessi. cioè quelli di Mediaset e la qualità dell'imagine era invariata.
Quindi, l'idea era un po' fiacca.
Ora, visto che la Rai si definisce ereticamente una "rete libera" si è arrivato a questo accordo: per vedere la televisione bisogna comprare obligatoriamente il digitale.
Adesso facendo un po' di calcoli: il canone Rai, coninueremo a pagarlo, la tassa per la Tv allo stesso modo, e in aggiunta la tassa per il digitale(certo non contando le spese per il decoder/Tv ultima generazione con decoder incorporato-ricordando che serve un decoder per ogni televisore).
Lasciando da parte il discorso sulla manipolazione di interessi che c'è dietro, facciamone un discorso puramente logico: non si può costringere un cittadino a vedere dei canali in più a pagamento, posso accettare il digitale come scelta libera, non come imposizione.
è assurdo che io deva pagare una cifra enorme, per qualcosa che non mi interessa(io mi trovo benissimo con i miei classici 8 canali).
Giustamente, c'è la crisi, tagliamo pure i fondi a scuole, sanità, polizia, ma una spesa in più per qualcosa di superfluo è sacramente sensata vero?


martedì 8 settembre 2009

Internet Mania

ITALIA:
Il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (disegno di legge 733).
Ciò ha introdotto l‘articolo 50-bis:
“Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet".
In pratica se un qualunque cittadino che magari scrive un blog dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo.
Questo provvedimento può obbligare i provider a oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all’estero.
Il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l’interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.
L’attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore.
La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l’istigazione a delinquere e per l’ apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’odio fra le classi sociali.
In breve, lo Stato ha il pieno controllo e la piena manovranza sulla rete internet.
Immaginate come potrebbero essere ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta con questa legge?
Si stanno dotando delle armi per bloccare in Italia Facebook, Youtube, il blog di Beppe Grillo e tutta l’informazione libera che viaggia in rete e che nel nostro Paese è ormai l’unica fonte informativa non censurata.
Vi ricordo che il nostro è l’unico Paese al mondo, dove una media company, Mediaset, ha chiesto 500 milioni di risarcimento a YouTube.
Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet? Chi non può farlo pensa bene di censurarlo e di far diventare l’Italia come la Cina e la Birmania.
Internet è un bene comune, uno spazio privato, e come spazio privato si ha tutto il diritto di manovrarlo e dargli la voce che si vuole.
Interferire in ogni modo è una violazione della privacy e del diritto di espressione di ogni cittadino.
Così facendo, inoltre, lo Stato viola una tra le principali leggi della Costituzione.
Per dare fondamenta alle mie voci:

Articolo 21 della Costituzione:
La Costituzione italiana dedica l'articolo 21 alla libertà di stampa, ma ha assunto nella lingua italiana, soprattutto nel linguaggio giornalistico, il significato "per antonomasia" di libertà di espressione e di informazione.
Il fenomeno si è accentuato da quando un gruppo di giornalisti e uomini politici hanno costituito l'associazione "articolo 21, liberi di...", nei cui congressi hanno svolto ruoli importanti personaggi della notorietà di Enzo Biagi e Romano Prodi.
L'associazione svolge un ruolo importante come interlocutore delle istituzioni.
Il primo comma riguarda il principio della libertà di manifestazione del pensiero, gli altri 5 commi riguardano la libertà di stampa.

L'Articolo 21 e Internet:
La Legge 7 marzo 2001, n. 62 "Nuove norme sull'editoria e sui prodotti editoriali" stabilisce che Per «prodotto editoriale», ai fini della presente legge, si intende il prodotto realizzato su supporto cartaceo, ivi compreso il libro, o su supporto informatico, destinato alla pubblicazione o, comunque, alla diffusione di informazioni presso il pubblico con ogni mezzo, anche elettronico, o attraverso la radiodiffusione sonora o televisiva.
Stando alla lettera di tale norma vi era una corrente di interpreti che riteneva che il mondo web sarebbe rientrato pienamente nella norma con una vasta applicazione del principio di una larga concezione di che cosa sia un "giornale on-line".

Internet quindi, è a pieni diritti un mezzo più che utile di informazione.
Naturalmente essendo l'Italia un paese "democratico" è dato per scontato che ognuno abbia e segua la sua corrente di pensiero, non ci sono giudici o luoghi comuni che dicano cosa sia giusto e cosa sia sbagliato o cosa si debba o non debba fare.
Certo così, possono andarsi a creare situazioni "scomode" per lo Stato, che, stufo di vedere il suo nome infangato su Youtube o smascherato da blog, prende le sue precauzioni.

Ma ci siamo mai chiesti come mai molte manovre dello Stato siano a noi completamente oscure?

L'interesse generale all'informazione:
Con sentenza 15 giugno 1972 n. 105 la Corte costituzionale ha stabilito che “Esiste un interesse generale alla informazione - indirettamente protetto dall'articolo 21 della Costituzione - e questo interesse implica, in un regime di libera democrazia, pluralità di fonti di informazione, libero accesso alle medesime, assenza di ingiustificati ostacoli legali, anche temporanei, alla circolazione delle notizie e delle idee”.
Dal 15 giugno 1972 due sono le novità: l'introduzione dell'espressione “comunicazione al pubblico”, che ricomprende l'utilizzazione di tutti i mezzi di comunicazione, sia quelli esistenti nel 1941 (giornali e radio) sia quelli introdotti successivamente (tv e web)...


...Per la mancanza di informazione.





STATI UNITI:
Un disegno di legge del governo Obama, relativo alle contromisure che potrebbero essere usate in caso di attacco informatico, e che sarà discusso prossimamente in Senato, sta sollevando polemiche da più parti negli Stati Uniti.
Motivo di queste reazioni è quella parte del disegno di legge che riserva al Presidente la facoltà di controllare Internet, ovvero gli dà la libertà di decidere, in caso di emergenze dovute ad attacchi informatici di una certa importanza, di staccare addirittura la connessione alla rete anche ad utenti privati e non solo ad enti governativi.Una decisione dovuta alla constatazione che gli USA hanno evidenti limiti relativi alla sicurezza informatica, al punto che Obama si chiede come e se il paese riuscirebbe a reagire ad un eventuale attacco informatico di massa portato dai “nemici” degli Stati Uniti.
Alcune norme previste dal disegno di legge suggeriscono anche la creazione di un programma federale per la certificazione di alcuni professionisti esperti in cybersecurity, personale a cui potrebbe essere dato il compito di gestire diversi sistemi e reti appartenenti ai privati, sottraendone di fatto il controllo alle stesse aziende e privati cittadini. La questione ovviamente è delicata, al punto che parecchie associazioni per i diritti civili e molti rappresentanti del mondo politico hanno attaccato l’idea definendola una proposta di legge “liberticida” in quanto potrebbe togliere al cittadino Internet, strumento ormai diventato imprescindibile per l’informazione quotidiana. C’è chi a queste obiezioni risponde chiamando in causa il cosiddetto “interesse generale” o la “sicurezza nazionale” e in questi casi è sicuramente difficile discernere esattamente dove finiscono questi e dove cominciano i diritti del cittadino.

Insomma, ma cosa sta prendendo a tutti?
Questa internet-mania, il cyber-omicida.
Tutti che vogliono controllare la rete, tutti che vogliono bloccarla, che ne sentono una minaccia, sia diretta che indiretta.
Se questo veramente avenisse però si parlerebbe di super potere, e nessun presidente potrebbe mai usufruirne(se non, penso, in caso di una minaccia atomica che sterminerà tutto il pianeta...ma non credo sia questo il caso) e di questo passo addio ai blog di Peppe Grillo & Co. (non penso che questo blog sia in pericolo visto che è uno sputo insignificante nella rete di internet e sicuramente non attira la preoccupazione dei più...bè, i vantaggi dell'essere piccoli)

Italia o America...l'unica differenza è che Obama ha trovato una scusa migliore...

mercoledì 17 giugno 2009

Petru, Ucciso Da Indifferenza E Pallottole

Articolo Tratto Da "Il Mattino"

NAPOLI (16 giugno) -L’ultimo taglio di luce illumina i vicoli del ventre di Napoli quando quattro moto si lanciano verso via Pignasecca. Sfrecciano contromano, puntando verso piazzetta Montesanto.
Il nastro del sistema di videosorveglianza della Cumana segna con precisione l’inizio della fine di una vita: quella del romeno Petru Birladeandu.
Era arrivato a Napoli con la speranza di un’esistenza migliore, sulla sua strada ha trovato solo una raffica di mitraglietta che lo ha ucciso.
Martedì 26 maggio, ore 19,47. Inizia da qui la ricostruzione filmata della tragedia registrata in tutte le sue fasi grazie a tre videocamere.
La prima inquadra via Pignasecca, le ultime puntano l’obiettivo sugli interni della funicolare di Montesanto.
I fotogrammi di questi allucinanti filmati sono stati acquisiti dalla polizia e trasmessi nel fascicolo d’inchiesta coordinato da due pubblici ministeri della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, i pm Sergio Amato e Michele Del Prete.
L’indagine è quella della «faida dei Quartieri spagnoli», ma anche quella sull’omicidio di Birladeandu.
Nel primo video si nota l’irruzione dei killer, otto giovani (sei dei quali indossano un casco integrale) a bordo di quattro tra moto e scooteroni.
Volano contromano, due dei killer impugnano mitragliette puntate ad altezza d’uomo.
Poco prima dell’arrivo del commando si nota anche Petru che con la moglie risale la strada. Camminano tranquilli sul marciapiedi. I killer si dirigono sotto l’abitazione di Salvatore Mariano, ed è lì che iniziano a esplodere raffiche micidiali.
Dalla funicolare sono appena uscite decine di persone, tra cui molte donne e bambini.
Una raffica centra Birladeanu alla gamba e al torace.
Il giovane, seppur ferito, cerca riparo all’interno della funicolare.
È qui che riprendono le immagini contenute nel secondo video. Gli otto delinquenti sono ormai in fuga e lo scenario è quello dell’ingresso della funicolare, lato scale mobili. Scene convulse di fuggi fuggi generale. Petru inciampa, la moglie lo aiuta a rialzarsi, è ben visibile il sangue che comincia a inzuppargli la T-shirt grigia. L’istinto di sopravvivenza lo spinge a percorrere anche le scale mobili, uno sforzo immane, fino all’arrivo nella sala della biglietteria.
Terzo video, ecco le immagini più tragiche.
Birladeandu, sfinito, si accascia. Cade anche sua moglie, e la piccola fisarmonica rossa che suonava per strada chiedendo qualche spicciolo di generosità. Il suo volto è una maschera di dolore.
Ma la parte più agghiacciante deve ancora arrivare.
Implorano aiuto, i due romeni. Inutilmente.
Pur essendo vicini alla coppia una quindicina di persone, nessuno tenta di aiutare i due.
Mamme e nonni alzano di peso figli e nipoti scavalcando i tornelli d’ingresso. Guardano e scappano. C’è chi continua a parlare al telefonino. Molti certo non hanno capito che quel ragazzo che cade tenendosi stretto il palmo della mano sul petto è una povera vittima. Vittima innocente di camorra.
Come Silvia Ruotolo. Come Annalisa Durante, Gigi Sequino e Paolo Castaldi. Esattamente come Nunzio Pandolfi e Valentina Terracciano.
Sono gli ultimi secondi di vita di Petru Birladeandu. Gli resta accanto la moglie e più nessuno. La donna piange, si dispera, implora l’intervento di qualcuno. Arriva una signora bionda di mezza età, ma resta impietrita davanti a ciò che vede. Poi un uomo, con il cellulare in mano. Intanto gli occhi di Petru si chiudono piano.

Muore così, senza un lamento.

L'Accusa Della Compagna:
«Per mezz’ora il corpo del mio Petru è rimasto per terra senza che nessuno facesse niente. Niente. Ci guardavano tutti e c’era anche chi mi scattava foto. Ma nessuno mi ha aiutata».
Parole dure come sassi, pesanti come macigni, quelle pronunciate da Mirela, la giovane compagna di Petru Birladeandu la sera stessa che si è vista rubare la vita del suo uomo.
Assassini che chiamano camorristi. Bestie. Vallo a spiegare a questa ragazza che non rubava, non chiedeva elemosina, non faceva male a nessuno. Vallo a spiegare a lei, che seguiva passo passo Petru, suonatore di fisarmonica venuto da lontano in un Paese che credeva amico, in una città che si dice generosa ma che partorisce assassini pronti a tutto.
Agli inquirenti che la interrogarono, Mirela raccontò: «È arrivata un’ambulanza, ma non era per noi; era per il bambino ferito. Due feriti un’ambulanza sola... per l’italiano».
Ora la ragazza è tornata a casa sua, in Romania, grazie a un biglietto aereo messo a disposizione dal Comune di Napoli. Viaggio di sola andata? Pare di sì. «Ho paura. Tanta paura - ha confidato ai volontari dell’Opera nomadi, l’organizzazione che per prima si è mossa per garantire assistenza alla donna, che è anche madre di due bimbi ora orfani del loro padre - Ho paura che adesso gli assassini vengano a cercare me, nel campo, per uccidermi». Un tarlo. un pensiero fisso che l’ha spinta ad andarsene da Napoli.«Ora è a casa sua, in una cittadina del nord-ovest della Romania -spiega al Mattino Vincenzo Esposito, responsabile napoletano della Opera nomadi - A Iasi. È qui che sta facendo trascorrere il periodo di lutto, che dura 40 giorni. È lì con i suoi due figli». Adesso si spera che il ministero dell’Interno le accordi il vitalizio dovuto per legge ai familiari delle vittime di ogni mafia. «Le sue ultime parole - conclude Esposito - sono state: «Ora ho un solo pensiero. Prendere il mio Petruper portarlo in Romania, dove voglio e seppellirlo. Qui non lo lascio. No».

Devo dire che sono molto sorpresa.
è la prima volta che vedo riportato sui giornali un evento di Camorra.
Eventi così sono di roturine nelle periferie di Napoli, ma passano sempre inosservati.
Il fatto strano è che stavolta sia successo alla Pignasecca, pieno centro storico, posto frequentato, non in una desolata e isolata periferia dimenticata dai più.
Adesso mi chiedo se sia giusto, che un pover'uomo, onesto, lavoratore, emigrato dalla sua terra per cercare riparo in una terra che sembra offrire tutte le possibilità, sia invece inghiottito dagli orrori di questa.
Petru non è la prima vittima inconsapevole di Camorra, la Camorra agisce ogni giorni, sotto gli occhi di tutti, che però sembrano essere ciechi a quanto succede.
Badate bene però, che molta gente, non solo italiani, ma sopratutto Napoletani, diretti interessati della faccenda, non abbiamo la minima idea di cosa succeda nel loro territorio.
E per chi invece sa, la soluzione è solo una: "andarsene".
Emigrare, dalla terra che per gli altri è un punto d'arrivo, per chi ci vive è un punto morto, che ti soffoca, da cui è meglio andarsene, e il più presto possibile.
è comico, sembra quasi una mentalità bigotta, da anni '50, dove i ragazzi emigravano dall'Italia per andar a cercare fortuna in America.
Eppure, di ragazzi così ne ho conosciuti. Si imbarcano su navani come mozzi, marinai, per salpare alla volta del grande continente. Lo scopo è fare soldi, ma nei piani è inevitabilmente previsto un ritorno a casa, il richiamo della Madre Patria è sempre troppo forte.
Silvia Ruotolo, Annalisa Durante, Gigi Sequino. Adesso questi nomi vengono fuori a raffica.
Tutte vittime innocenti, che non centrano assolutamente niente con il Sistema, magari stavano camminando per strada e come Petru sono rientrate fatalmente nel mirino dei killer.
Ho visto un intervista fatta un po' di tempo fa a dei ragazzi Siciliani, gli interrogavano sulla Mafia, per vedere se ne sapevano qualcosa, se erano d'accordo, se approvavano.
Le risposte erano sempre le stesse, forse sentite a casa dai genitori e ripetute-mi rifiuto di pensae che un ragazzo possa pensare queste cose- ma perlopiù, tutte dettate chiaramente dalla paura.
"la Mafia, ha aiutato il nostro paese a risalire" "Che ce ne importa a noi, l'importante è che ci facciamo i fatti nostri, tanto si ammazzano tra di loro"
No, errato, gli omicidi non avvengono solo all'interno di una Faida.
Ma per fare un po' di luce sulla faccenda, vediamo chi è il diretto interessato della faccenda che risponde al nome di Salvatore Mariano, detto "Tortoriello", bos di Camorra, nonchè obbiettivo dei killer.
(Questo il giornale non l'ha riportato vero?)
Per farlo dobbiamo scorrere con la mente indietro, a una sera del 26 maggio.
In una strada affollata da centinaia di persone, nella vicinanze di uno dei piu’ grandi ospedali napoletani e della stazione della Cumana e della metropolitana, otto persone in sella a quattro moto, sparano all’impazzata. Uno, due , dieci proiettili calibro nove. Due gruppi contro. Da un lato la famiglia che fa capo al bos Enrico Ricci collegato alla potente famiglia dei Sarno di Ponticelli. Clan potente dell’area est di Napoli. Clan vincente. E poi ci sono i Mariano. Famiglia storica dei Quartieri. Il reggente Marco Mariano, scarcerato due mesi fa, dopo vent’anni di galera ma già irreperibile, nonostante il decreto di sorvegliato speciale. Con lui libero anche Salvatore, figlio del boss Ciro Mariano, condannato all’ergastolo. Voci di quartiere sostengono che i Mariano vogliono riprendersi la gestione dei Quartieri e non cedere al clan Ricci-Sarno.
Ma come una partita a scacchi, tutti attendono la prima mossa...

Ed ad agire sono per prima il clan Ricci-Sarno. Un'azione per anticipare i rivali e per dimostrare che sono loro che comandano. Un’ azione eclatante. Violenta. Senza esclusione di colpi.
L'azione che ha visto come Vittima Petru Birladeanu la mattina del 16 giugno.
Gli investigatori sostengono che il raid aveva come obiettivo un palazzo dove abita e gestice un caseificio,Salvatore Mariano, figlio, come abbiamo detto in precedenza, del boss Ciro.
Salvatore era in strada ma, molto probabilmente, avvisato dalle vedette riesce a scappare.
E i colpi sparati dai sicari traffigono il cuore del povero Petru, musicista di strada, mentre cercava di mettersi al riparo all’interno della stazione della Cumana. Un vero e proprio atto di forza del clan Sarno. Bossoli sparati per far capire che il clan una volta definito di periferia, ora si muove alla conquista della città.
E nei quartieri si respira aria pesante. Si attende la risposta dei Mariano. In codice di camorra, al fuoco si risponde con il fuoco. Ancora guerra di faida. Ancora a Gomorra. E ancora un volta gli unici a pagare sono vittime innocenti. E sullo sfondo una città sanguinante, che, ancora una volta, si lecca le proprie ferite.

Un pensiero al povero Petru, alla sua compagna, alla sua famiglia e a tanta gente che, come lui, vede la sua vita sfasciata dalla Camorra.

sabato 6 giugno 2009

Quello Che Le Grandi Firme Sanno(E Che Noi Non Sappiamo)

Chi non si è mai fermato a guardare in una vetrina la collezione di scarpe Fendi, le borse Luis Vuitton..chi si è mai chiesto da dove provenga tutto quel materiale?
Certo, le cose sono cambiate, adesso le grandi firme non sfruttano più manodopera dalla Cina, o almeno, la gente non lavora più 12 ore al giorno con salari alquanto miseri.
Le cose sono cambiate...in peggio.
Discutevo con una mia amica l'altra volta di come, di pari passo con il Sistema economico e industriale, anche il Sistema Camorra sia cambiato.
Adesso non si trova più la vecchia e classica Camorra di un tempo, quella dei tempi di Falcone e Borsellino, quella che ai negozzi chiedeva "il pizzo" se no li metteva a ferro e fuoco.
Adesso pare quasi che Sistema Camorra e Sistema economico si fondano, dando vita a un'organizzazione tanto spaventosa quanto potente.

Bene, la merce-o almeno, per non fare di tutta l'erba un fascio, mi correggo, buona parte della merce-che vedete esposta in quelle vetrine arriva da Las Vegas.
No non sto parlando di quella Las Vegas in Nevada, negli Stati Uniti, il paradiso del gioco d'azzardo, sto parlando di una Las Vegas più vicina di quanto immaginiate.
A nord di Napoli. Quella zona viene chiamata così per varie ragioni.
Come la sua omonima, nasce in mezzo al deserto, dal nulla, chilometri di catrame, di strade, fatte per i camion che trasportano merce più che per macchine.
Spingendosi fuori Napoli e addentrandosi nelle sue periferie spuntano questi paesi all'improvviso, l'uno accanto all'altro quasi a costruire una grande città, strade senza differenze che per metà appartengono a un paese e per metà a un altro.
E bene, seppure sia difficle a credere, questi paesi producono i migliori capi della moda italiana.
Paesi fatti per lo più da fabbriche, che formalmente non esistono, come non esistono i suoi lavoratori-per più della metà donne.
Niente contratto tra lavoratori e capi, niente contratto tra capi e imprenditori, niente finanziamenti, niente progetti, solo un salone e una macchina per cucire, è quanto basta per il lavoro.
Chiunque avesse voluto tentare una scalinata al potere imprenditoriale, in questo territorio avrebe avuto tutte le carte a sua disposizione.
Sistema. Questa è la parola utilizzata oggi per definire gli appartenenti a un clan criminale.
Camorra è una parola brutta, rozza, suona quasi meschina, usata solo da magistrati e giornalisti.
Sistema, fa più classe, più organizzazione; più paura, pensando che nel linguaggio civile la parola Sistema sta a indicare prevalentemente il complesso politico di un paese.
Si fa ancora più fatica a credere che è questo Sistema di paesini alla periferia di Napoli ad aver alimentato il grande mercato internazionale dei vestiti.
Fino a pochi anni fa il Sistema di Secondigliano governava ormai tutta la filiera dei tessuti.
Tutto quanto altrove non è possibile a causa dei contratti, della legge, del copyright, a Napoli si può ottenere.
I clan godono di mano d'opera elevatissima, hanno creato interi sistemi industriali di produzione tessile in grado di produrre vestiti, scarpe, borse...identiche a quelle delle grandi case di moda.
Non solo la lavorazione è perfetta, ma anche i materiali sono i medesimi, comprati o sul mercato cinese o inviati direttamente dalle griffe alle fabbriche in nero(e già, perchè mica si fa tutto alle spalle delle grandi firme, lo sanno eccome, ma di quest'organizzazione parleremo dopo).
Gli abiti contraffatti quindi, non sono la classica merce tarocca, la pessima imitazione, il materiale da quattro soldi. Sono una sorta di spettacolare vero-falso.
L'aquirente daltronde è interessato alla marca, alla qualità del modello, non importava se le mani che avevano fabbricato quella borsa svolgevano nel legale o meno, nè vengono fatti scrupoli per saperlo;la marca c'era, la qualità pure.
Così ogni giorno da quelle piccole fabbriche venivano importati materiali delle più grandi e prestigiose firme in tutto il mondo.
Il resto, lo scarto, l'avanzo, veniva distribuita ai venditori ambulanti per le strade(non avete notate come, ultimamente, la vendita di falsi sia aumentata e come si aumentata notevolmente anche la loro qualità?)
Casoria, Arzano,Melito, producono falsi di Valentino, Ferrè, Versace, Armani, rivenduti poi in ogni angolo della terra.
In un laboratorio della periferia di Napoli è stata scoperta una macchina per poter stampare la gorgone di Versace.
Ma come mai le grandi firme non protestano, vedendo le loro merci vendute e spacciate per loro?Hanno protestato, ma soltanto dopo che l'Antimafia ha scoperto l'intero meccanisco del grande mercato del falso, e solo per salvarsi la pelle-e la reputazione.
Non pensate che non abbiamo denunciato per paura di minacce e persecuzioni da parte dei capi della Mafia.
Semplicemente, denunciare avrebbe significato rinunciare alla manodopera a basso costo che offrivano Campania e Puglia, chiusura dei rapporti con le fabbriche di tutt'Europa, cui molti punti commerciali erano gestiti dai clan, impennate dei prezzi nella lavorazione, distribuzione...
I clan del resto, non commettevano un crimine che andava a rovinare l'mmagine delle firme, ne sfruttava semplicemente il carisma pubblicitario e simbolico.
Non producevano capi, infangando qualità o modelli, ma a nzu, aiutavano a diffondere sempre più il loro marchio.
E qui entra in gioco il ruolo delle fabbriche, quelle che non si sono limitate a osservare, ma a prenderne parte e a collaborare.
Il modo in cui le griffe possono mettersi in contatto con le fabbriche sono le aste.
Le aste funzionano così: tutti i capi interessati si raggruppano in una sede, il portavoce delle griffe lancia la sua offerta: scrive su una lavagna un numero(800, numero di capi da produrre). Oguno fa la sua proposta, dettando prezzo e tempo che può sostenere(800 capi a 40 euro l'uni, in 2 mesi).
Queste aste hanno anche un altro particolare bizzarro. Difatti, se la proposta di un impreditore viene accettata non per forza sarà l'unico vincitore.
La sua proposta è come una rincorsa che gli altri imprenditori possono tentare di seguire, difatti, quando un prezzo viene stabilito gli altri possono decidere se raccogliere la sfida o meno;chi accetta riceve il materiale.
Le stoffe le fanno arrivare direttamente al porto di Napoli e da lì ogni imprenditore le va a prendere. Ma uno soltanto verrà pagato a lavoro ultimato:quello che consegnerà prima i capi lavorati e a miglior qualità.
Gli altri imprenditori che hanno partecipato possono tenersi il materiale, ma non avranno un centesimo.
Il guadagno è talmente alto che per le imprese la perdita di stoffa non è un problema.
Se un impreditore per più volte non consegna, viene escluso dalle aste sucessive.
Con questo metodo, le griffe si assicurano velocità, qualità di produzione e competività, perchè se qualcuno tenta di rimandare qualcun'altro ne prenderà il posto consegnando prima di lui.
Nessuna proroga per i tempi dell'alta moda.

Questa è la realtà che si nasconde sotto le grandi firme, dietro le belle e costose borse per cui le eleganti signore vanno pazze al giorno d'oggi.
Mi chiedo se sapendo la realtà di quelle borse rimarebbero scioccate o completamente disinteressate.
Forse queste cose già si sanno;certo non sono stata la prima a dirlo, gli occhi del mondo non sono stati aperti con queste poche parole.
Ma vedete, come le grandi firme non denunciano, non denuncia neanche il Sistema-quello vero-italiano.
Perchè?
Abbiamo già detto che è grazie alla Camorra che l'industria italiana ha avuto il suo boom, è grazie ad essa che adessio sulle strade più di moda di New York si ammirano capi del tutto italiani.
Insomma, diciamolo chiaramente, la Camorra è il maggior pilastro e spinta dell'economia italiana.
Già, aveva ragione quella mia amica, adesso la Camorra non è più come ai tempi di Falcone e Borsellino, non è la Camorra ad aver bisogno dell'aiuto e dell'appoggio dei politici, sono i politici ad aver bisogno della Camorra.

giovedì 4 giugno 2009

Inquinamento E Castelli Di Sabbia

Per chi non l'avesse già fatto consiglio di leggere Gomorra, il libro che ha fatto grande scalpore di Roberto Saviano.
Bè, credetemi, sembra veramente un libro fantasy. Ci sono delle cose che neanche la mente più perversa sarebbe arrivata a pensare.
A me personalmente ha influenzato molto, essendo io della fascia sud dell'Italia.
Ma non credete che il problema "Camorra" riguardi solo il sud Italia. La Camorra ha le sue braccia che si infilano ovunque, in tutta Italia e, per di più in tutta Europa e in buona parte dell'America.
Il pezzo che sto per postare qui è strettamente influenzato e legato a ciò che troverete nel libro sopra citato.

Inquinamento.
Già, oggi parliamo di inquinamento. Vedrete come non è un problema riguardante solo il mezzogiorno.
Non iniziate a sbadigliare, non sono le solite cose sentite e risentite.
"Lo smog, il gas, l'effetto serra e il buco nell'ozono che ci ucciderà tutti".
No, io sto parlando di qualcosa che viene dall'interno della terra, il cancro della nostra terra.
Che non si basa su vane statistiche "Nel 2025 la temperatura si alzerà..." ma su effetti immediati, che si riscontrano subito a pelle.
Nessuno si è mai posto la domanda? Si registra che solo in Campania negli ultimi anni le morti provocate da cancro sono aumentate del 21%.
La spiegazione è molto semplice:
I rifiuti che contaminano la terra, inevitabilmente ritornano dentro di noi, così come il "cancro" di queste terre si impadronisce delle nostre cellule.
Riporto un esempio che può sembrare banale, ma da bene l'idea.
Conoscete la buona mozzarella campana? importrata in tutta Italia? Bene, quella mozzarella si produce nel casertano, da mucche che pascolano e si nutrono in terre che sotto il loro strato conservano rifiuti, sostanze chimiche e tossiche, ma di questo parleremo dopo.
Bene, la mozzarella viene fatta, distribuita e arriva sulle nostre tavole ogni giorno. Ecco distribuite piccole dosi di cancro gionaliero.
Si parla tanto di rifiuti delle industrie,tante storie per un po' di fumo nero, ma non vengono mai presi in considerazione i loro scarti, quelli che non sono visibili a occhio, come può essere il fumo che esce dai cunicoli, quelli messi a tacere sotto terra:rame, arsenico, mercurio, piombo, cromo, nichel..Suona invitante vero?

Ma analizziamo un po' le dinamiche.
Il sud è il capolinea di tutti gli scarti tossici della produzione italiana.
Campania, Sicilia, Calabria, Puglia, sono le regione con il più alto numero di reati ambientali.
Le stesse regione di quando si parla dei territori con maggiori organizzazioni criminali.
Fare due più due non è difficile, vero?
Dalla fine degli anni '90 i clan camorristici sono diventati i leader dello smaltimento dei rifiuti.
Si potrebbe pensare, qual'è il problema?
Stato o Camorra, i rifiuti vengono sempre smaltiti.
Cosa importa quali mani svolgono il lavoro, l'importante è che il problema viene risolto.
Il problema sorge parlando del come si fa.
Certo i boss di Camorra non hanno avuto nessuna remora ha imbottire i loro paesi di veleni.
Basti pensare che la procura di Napoli ha scoperto nel gennaio 2003 che in quaranta giorni oltre 6500 tonnellate di rifiuti dalla Lombardia sono giunte a Caserta.
Un ruolo rilevante lo svolge anche la Toscana, definita la regione più ambientalista d'Italia.
Qui si concentrano fra i più grandi movimenti di traffici illegali.
I toner delle stampanti d'ufficio della Toscana e della Lombardia vengono sversati di notte da camion che ufficialmente trasportano compost, concime.
In verità, le terre si caricano di cromo esavalente: se inalato si fissa nei globuli rossi e provoca ulcere, difficoltà respiratorie, cancro ai polmoni.
Ma non diamo subito la colpa ai nostri poveri politici.
Molte volte gli elementi che fanno funzionare questo meccanismo sono direttamente i funzionari, che per far aumentare di un po' il loro salario spesso non controllano nè verificano le varie operazioni, dando in gestione discariche a persone chiaramente inserite in organizzazioni criminali.
Pensate che le indagini segnalano che solo nel napoletano su 18 ditte di raccoglimento rifiuti, 15 sono legate a clan camorristici.

Una scena "divertente" è stata alla vigilia dello Tsunami, terremoto marino che come sappiamo ha colpito le Filippine nel 2004.
I volti degli imprenditori camorristici davanti allo scenario della televisione era a dir poco spaventato, allibito.
Paura, preoccupazione per la povera gente colpita da quella catastrofe naturale?
Oh no, paura per i loro affari.
Infatti, a causa della gigantesca onda le spiagge vennero squassate e dal loro interno uscirono centinaia di fusti stracolmi di rifiuti pericolosi o radioattivi, inculcati nella sabbia tra gli anni '80 e '90.
Impossibile non accorgersi di quei fusti, l'attenzione che si sarebe creata avrebbe potuto arrestare i traffici una volta per tutte, o almeno ostacolarli notevolmente.
E invece nessuno sembrò farci caso, tutto venne messo alla svelta a tacere, i volti continuarono a voltarsi e gli occhi a chiudersi, come sempre.

Ma non c'è una soluzione a tutto questo?
Ricorderete di certo l'emergenza rifiuti che ha colpito la Campania quest'inverno.
Bè, la soluzione sembra ancora impossibile per un territorio così riempito di spazzatura.
Per anni i rifiuti sono stati ammucchiati in ecoballe, enormi cubi di spazzatura imballata in fasce bianche, che se si cammina per il belvedere di Via Petrarca e si butta lo sguardo giù, per un tratto che sembra piccolissimo a Napoli si può ammirare questo spettacolo.
Solo per smaltire queste ecoballe ci vorrebbero 56 anni.
Un periodo troppo lungo per una cosumazione troppo grande di spazzatura.
L'unica soluzione sembrano essere gli inceneritori, sistemi puliti, che hanno già adottato diversi paesi.
Ma come mai quindi, ad Acerra, provincia di Napoli, appena si è sentita la parola "inceneritore" le furiose rivolte hanno subito bloccato anche solo la primitiva idea di uno di essi?
Ma non criticateli o prendeteli per masochisti, là dove le inchieste giudiziarie non sono ancora arrivate, la popolazione è già giunta.
Temono che l'inceneritori possano diventare le fornaci dei rifiuti di mezz'Italia a disposizione naturalmente dei clan, e quindi ciò comporta che tutte le garanzie sulla sicurezza ecologica dell'inceneritore sono ben vane, contro tutti i veleni che i clan potrebbero bruciare.

E per concludere in bellezza, passiamo alla parte più subdola e meschina che chiude lo scenario:
Se la vostra idea di camionista era quella di un omaccione grosso e muscoloso, con braccia tatuate e lunghi baffi crespi, bè, levatevela dalla mente. Accogliete piuttosto l'idea di un bambino a cui non è spuntata neanche la prima barba. Una fascia compresa tra i 13 e i 16 anni per l'esattezza.
Ormai i camionisti non vogliono più guidare i camion per sversare il carico, sanno benissimo di star maneggiando rifiuti altamente tossici.
Fu proprio un camionista, nel 1991, a far partire un inchiesta su questo traffico illegale, forse la prima inchiesta seria nella storia dei rifiuti.
M.T(iniziali di nome e cognome) era andato in ospedale in condizioni a dir poco pietose: occhi gonfi, pelle bruciata. Era completamente accecato, le mani avevano perso il primo stato di epidermide.
Un fusto tossico gli si era aperto sul viso.
Da quel giorno i camionisti si rifiutarono di portare a termine le missioni che gli erano affidate.
Così, erano dei ragazzani a fare il lavoro sporco.
C'era uno spiazzo dove li facevano esercitare a portare i camion, a frenare, con due cuscini sotto il sedere così che riuscissero ad arrivare ai pedali.
250 euro ogni viaggio, per un bambino era una somma enorme.
Gli stessi bambini che, 10 anni dopo, si sarebbero ritrovati con un cancro ai polmoni, dando la colpa alla loro sfortuna.
Venivano reclutati nei bar, i propietari sapevano, ma non osavano chiedere niente nè fare obiezione, ma non risparmiava fiato ad esprimere il proprio giudizio agli altri clienti con frasi del tipo: "Quella roba che gli fanno portare, più se la buttano i corpo quando respirano, prima li farà schiattare. Questi li mandano a morire, non a guidare".

è facile dire certe cose davanti a un caffè vero?
Davanti a gente che ti da ragione, gente innocua, ma come si secca la gola quando viene il momento di parlare davanti a chi ti potrebbe fare veramente male.
Questa è una delle verità di Napoli ragazzi, non sono storie inventate, molte di queste cose sono state dette prima di me da un ragazzo che in queste terre ci è nato e cresicuto, che ha sentito direttamente le parole del barista. Questa è la verità di Napoli e non solo.
Questa è una delle verità dell'Italia, tutta.
Perchè se un problema non ci riguarda personalmente non vuol dire che non sia affar nostro.
Queste poche parole, nella speranza di sensibilizzare un po' di più alcune persone, che non riescono a vedere a un palmo dalla punta del loro naso.