sabato 6 giugno 2009

Quello Che Le Grandi Firme Sanno(E Che Noi Non Sappiamo)

Chi non si è mai fermato a guardare in una vetrina la collezione di scarpe Fendi, le borse Luis Vuitton..chi si è mai chiesto da dove provenga tutto quel materiale?
Certo, le cose sono cambiate, adesso le grandi firme non sfruttano più manodopera dalla Cina, o almeno, la gente non lavora più 12 ore al giorno con salari alquanto miseri.
Le cose sono cambiate...in peggio.
Discutevo con una mia amica l'altra volta di come, di pari passo con il Sistema economico e industriale, anche il Sistema Camorra sia cambiato.
Adesso non si trova più la vecchia e classica Camorra di un tempo, quella dei tempi di Falcone e Borsellino, quella che ai negozzi chiedeva "il pizzo" se no li metteva a ferro e fuoco.
Adesso pare quasi che Sistema Camorra e Sistema economico si fondano, dando vita a un'organizzazione tanto spaventosa quanto potente.

Bene, la merce-o almeno, per non fare di tutta l'erba un fascio, mi correggo, buona parte della merce-che vedete esposta in quelle vetrine arriva da Las Vegas.
No non sto parlando di quella Las Vegas in Nevada, negli Stati Uniti, il paradiso del gioco d'azzardo, sto parlando di una Las Vegas più vicina di quanto immaginiate.
A nord di Napoli. Quella zona viene chiamata così per varie ragioni.
Come la sua omonima, nasce in mezzo al deserto, dal nulla, chilometri di catrame, di strade, fatte per i camion che trasportano merce più che per macchine.
Spingendosi fuori Napoli e addentrandosi nelle sue periferie spuntano questi paesi all'improvviso, l'uno accanto all'altro quasi a costruire una grande città, strade senza differenze che per metà appartengono a un paese e per metà a un altro.
E bene, seppure sia difficle a credere, questi paesi producono i migliori capi della moda italiana.
Paesi fatti per lo più da fabbriche, che formalmente non esistono, come non esistono i suoi lavoratori-per più della metà donne.
Niente contratto tra lavoratori e capi, niente contratto tra capi e imprenditori, niente finanziamenti, niente progetti, solo un salone e una macchina per cucire, è quanto basta per il lavoro.
Chiunque avesse voluto tentare una scalinata al potere imprenditoriale, in questo territorio avrebe avuto tutte le carte a sua disposizione.
Sistema. Questa è la parola utilizzata oggi per definire gli appartenenti a un clan criminale.
Camorra è una parola brutta, rozza, suona quasi meschina, usata solo da magistrati e giornalisti.
Sistema, fa più classe, più organizzazione; più paura, pensando che nel linguaggio civile la parola Sistema sta a indicare prevalentemente il complesso politico di un paese.
Si fa ancora più fatica a credere che è questo Sistema di paesini alla periferia di Napoli ad aver alimentato il grande mercato internazionale dei vestiti.
Fino a pochi anni fa il Sistema di Secondigliano governava ormai tutta la filiera dei tessuti.
Tutto quanto altrove non è possibile a causa dei contratti, della legge, del copyright, a Napoli si può ottenere.
I clan godono di mano d'opera elevatissima, hanno creato interi sistemi industriali di produzione tessile in grado di produrre vestiti, scarpe, borse...identiche a quelle delle grandi case di moda.
Non solo la lavorazione è perfetta, ma anche i materiali sono i medesimi, comprati o sul mercato cinese o inviati direttamente dalle griffe alle fabbriche in nero(e già, perchè mica si fa tutto alle spalle delle grandi firme, lo sanno eccome, ma di quest'organizzazione parleremo dopo).
Gli abiti contraffatti quindi, non sono la classica merce tarocca, la pessima imitazione, il materiale da quattro soldi. Sono una sorta di spettacolare vero-falso.
L'aquirente daltronde è interessato alla marca, alla qualità del modello, non importava se le mani che avevano fabbricato quella borsa svolgevano nel legale o meno, nè vengono fatti scrupoli per saperlo;la marca c'era, la qualità pure.
Così ogni giorno da quelle piccole fabbriche venivano importati materiali delle più grandi e prestigiose firme in tutto il mondo.
Il resto, lo scarto, l'avanzo, veniva distribuita ai venditori ambulanti per le strade(non avete notate come, ultimamente, la vendita di falsi sia aumentata e come si aumentata notevolmente anche la loro qualità?)
Casoria, Arzano,Melito, producono falsi di Valentino, Ferrè, Versace, Armani, rivenduti poi in ogni angolo della terra.
In un laboratorio della periferia di Napoli è stata scoperta una macchina per poter stampare la gorgone di Versace.
Ma come mai le grandi firme non protestano, vedendo le loro merci vendute e spacciate per loro?Hanno protestato, ma soltanto dopo che l'Antimafia ha scoperto l'intero meccanisco del grande mercato del falso, e solo per salvarsi la pelle-e la reputazione.
Non pensate che non abbiamo denunciato per paura di minacce e persecuzioni da parte dei capi della Mafia.
Semplicemente, denunciare avrebbe significato rinunciare alla manodopera a basso costo che offrivano Campania e Puglia, chiusura dei rapporti con le fabbriche di tutt'Europa, cui molti punti commerciali erano gestiti dai clan, impennate dei prezzi nella lavorazione, distribuzione...
I clan del resto, non commettevano un crimine che andava a rovinare l'mmagine delle firme, ne sfruttava semplicemente il carisma pubblicitario e simbolico.
Non producevano capi, infangando qualità o modelli, ma a nzu, aiutavano a diffondere sempre più il loro marchio.
E qui entra in gioco il ruolo delle fabbriche, quelle che non si sono limitate a osservare, ma a prenderne parte e a collaborare.
Il modo in cui le griffe possono mettersi in contatto con le fabbriche sono le aste.
Le aste funzionano così: tutti i capi interessati si raggruppano in una sede, il portavoce delle griffe lancia la sua offerta: scrive su una lavagna un numero(800, numero di capi da produrre). Oguno fa la sua proposta, dettando prezzo e tempo che può sostenere(800 capi a 40 euro l'uni, in 2 mesi).
Queste aste hanno anche un altro particolare bizzarro. Difatti, se la proposta di un impreditore viene accettata non per forza sarà l'unico vincitore.
La sua proposta è come una rincorsa che gli altri imprenditori possono tentare di seguire, difatti, quando un prezzo viene stabilito gli altri possono decidere se raccogliere la sfida o meno;chi accetta riceve il materiale.
Le stoffe le fanno arrivare direttamente al porto di Napoli e da lì ogni imprenditore le va a prendere. Ma uno soltanto verrà pagato a lavoro ultimato:quello che consegnerà prima i capi lavorati e a miglior qualità.
Gli altri imprenditori che hanno partecipato possono tenersi il materiale, ma non avranno un centesimo.
Il guadagno è talmente alto che per le imprese la perdita di stoffa non è un problema.
Se un impreditore per più volte non consegna, viene escluso dalle aste sucessive.
Con questo metodo, le griffe si assicurano velocità, qualità di produzione e competività, perchè se qualcuno tenta di rimandare qualcun'altro ne prenderà il posto consegnando prima di lui.
Nessuna proroga per i tempi dell'alta moda.

Questa è la realtà che si nasconde sotto le grandi firme, dietro le belle e costose borse per cui le eleganti signore vanno pazze al giorno d'oggi.
Mi chiedo se sapendo la realtà di quelle borse rimarebbero scioccate o completamente disinteressate.
Forse queste cose già si sanno;certo non sono stata la prima a dirlo, gli occhi del mondo non sono stati aperti con queste poche parole.
Ma vedete, come le grandi firme non denunciano, non denuncia neanche il Sistema-quello vero-italiano.
Perchè?
Abbiamo già detto che è grazie alla Camorra che l'industria italiana ha avuto il suo boom, è grazie ad essa che adessio sulle strade più di moda di New York si ammirano capi del tutto italiani.
Insomma, diciamolo chiaramente, la Camorra è il maggior pilastro e spinta dell'economia italiana.
Già, aveva ragione quella mia amica, adesso la Camorra non è più come ai tempi di Falcone e Borsellino, non è la Camorra ad aver bisogno dell'aiuto e dell'appoggio dei politici, sono i politici ad aver bisogno della Camorra.

2 commenti:

  1. Ciao,
    ti devo ringraziare.Mi hai aperto gli occhi,tutte queste cose non le sapevo e d'ora in poi ci pensero' bene prima di buttare soldi in roba "di marca". Continua così,non mollare.Baci.

    RispondiElimina
  2. E Angelina Jolie che direbbe? le è arrivata la voce che il secondo capitolo di Gomorra è proprio dedicato a lei? Quello che più mi fa arrabbiare è che i cantanti e gli attori si sbracciano tanto in spot umanitari, ma in realtà ne ne fregano altamente... Loro lo sanno che i loro vestiti firmai vengono cuciti dai cinesi sottopagati? Dico, loro lo sanno? I nostri cantanti preferiti lo sanno?

    RispondiElimina