venerdì 27 novembre 2009

Che Fine Ha Fatto L'Aquila?

Le scosse erano state avvertite già da gennaio.
Dapprima inferiori alla magnitudo 3.0, poi sempre crescenti.
Nulla di cui allarmarsi, diceva il direttore del dipartimento della Protezione Civile, Bertolaso- che ha annunciato le sue dimissioni proprio in questi giorni, c'è chi dice per mancanza di fondi destinati alla Protezione Civile, c'è chi prevede una sua candidatura alle elezioni regionali- scosse giustificate dalla conformazione del territorio, ma assolutamente innocue.
Solo Giampaolo Giuliani, dell'Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario, osò un'osservazione contraria, in quanto in base a suoi studi rilevò che un gas in fuoriuscita dalla crosta terreste poteva alterare le condizioni morfologiche della zona.
Fandonie, parole della Commissione Grandi Rischi, interpellata per l'occasione "I terremoti non si possono prevedere", ma ugualmente previdero che, essendo stato l'Abruzzo colpito pochi anni prima da un terremoto,seppur lieve, un'altra scossa non poteva manifestarsi in una fascia di tempo così breve.
Giuliani si prese una denuncia per procurato allarme.
In ogni caso, terremoto o no, la situazione doveva rimanere stabile. Sappiamo benissimo che l'Abruzzo è la regione a più alto rischio di scosse sismiche e quindi le sue fondamenta dovrebbero essere costruite rispettando tutte le norme di sicurezza.
E invece, il 6 aprile del 2009 si manifestò una scossa di intensità pari a magnitudo 6,3. Fu devastante. Nell'Aquila, zona particolarmente colpita, si stimano 308 morti, 1600 i feriti e attorno ai 48000 gli sfollati.
Chiese e centro storico completamente distrutti, palazzi crollati così, come castelli di sabbia al soffio di una brezza un po' più ostile.
Pronto l'intervento dei vigili del fuoco che hanno lavorato incessantemente per settimane per tirare fuori dalle macerie il cadavere dei caduti e degli agenti del volontariato, che hanno offerto il loro aiuto e il rifornimento di beni primari ai superstiti, per i quali sono state allestite 2000 tende per la capienza di 10 persone caduna.
Tempestivo anche l'intervento di forze maggiori quali il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che appena ha saputo ha portato in loco la sua presenza e i suoi sprazzi di-macabro-humor: "Dobbiamo prenderla come una vancanza in camping" e "Portate la crema solare".
Ma la magnanimità del Premier non si ferma qui: ha aggiunto che metterà a disposizione almeno tre delle sue ville, ma sta cercando di liberarne anche altre-sempre che non siano già occupate per ambigui festini.
Altre voci di conforto sono arrivate anche dal Ministro della Difesa La Russa che ha garantito "assoluta disponibilità delle forze armate".
Anche il Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini si è sentita in dovere di far sentire la sua presenza, avanzando l'idea di concedere la maturità anche agli studenti colpiti dal sisma impossibilitati di dare presenza nelle aule per i 200 giorni rischiesti.
Poichè siamo sicuri che il primo pensiero dei ragazzi vedendo le loro case rase al suolo sia stato: "E adesso come faccio con la scuola?"
Ma per ricostruire un intera città non ci vogliono parole, ma soldi, tanti soldi.
Si stimò che con i soldi raccolti dai paesi dell'UE si poteva ammontare a centinaia di milioni di euro, e intanto anche il governo dava del suo mettendone subito a disposizione 30 milioni.
Troppo pochi per coprire tutti i danni e far rinascere una regione, ma il piano era questo: Berlusconi annunciò che entro il 10 settembre sarebbero state consegnate nuove case "case vere e arredate" ai cittadini ed entro maggio l'ospedale sarebbe stato utilizzabile.
Parole confermate da Bertolaso che “nonostante le difficoltà” rassicurò che “il 21 settembre riaprirà l’anno scolastico, per il 25 settembre vorremmo consegnare le prime case antisismiche mentre entro il 15 speriamo di consegnare il villaggio di Onna”.
In più, a chi per qualche miracolo la casa è restata in piedi, ma presenta gravi danni il Governo offriva una copertura fino a 80'000 euro e per le case considerate "fuori pericolo" pagherà sia i controlli che gli eventuali lavori se necessario.
Mi brillano gli occhi, siamo in buone mani allora.
Ma il tempo passa, e di case non se ne vede l’ombra.
A maggio riapre l’ospedale, ma un altro annuncio del Premier assicura che entro novembre i cittadini avranno ciò che gli spetta(anche perché l’esenzione dalle tasse per i cittadini abruzzesi è fino al 30 novembre).
E ad Onna i cittadini manifestano il loro disagio sostenendo che le case di legno promesse da Bertolaso come abitazioni provisorie non sono mai arrivate e che per Onna non si è fatto assolutamente nulla da quando è accaduta la disgrazia.
Quelli che invece sono potuti ritornare alle loro case si lamentano del mancato riallaccio del gas a causa del quale i servizi diventano meno agevoli.
Intanto la maggioranza ha bocciato la richiesta di più soldi, mezzi e uomini ai pompieri.
Quelli già attivi hanno indotto uno sciopero della fame-pur sempre continuando a lavorare come prima- per protestare contro la mancata ricompensa ai loro servigi.
Insomma, la situazione sembra al quanto complicata, ma il Premier ha sempre la soluzione giusta: "Per l'estate una serie di crociere nell'adriatico e nel mediterraneo".

Insomma, siamo a dicembre, le macerie sono rimaste macerie e gli sfollati sono rimasti sfollati.
E nessuno che ne parli.
Si è fatta un gran baccano agli albori dell’impresa, ad elogiare il Presidente e la sua voglia di fare, e adesso?
Qualche trafiletto sul giornale, un accenno al Tg ogni tanto.
Ormai la tragedia non fa più notizia, l'attenzione della gente muta a veocità impressionante e di conseguenza pensa le reti televisive tendono a mandare servizzi che possano ricatturarla.
Il problema è che le tragedie degli uni diventano strumento di lucro di altri.
Dopotutto, tutto il meccanismo dell'informazione si è capito dall'ostentazione fatta dal Tg1 del record di ascolti dopo il terremoto.
E intanto gli abitanti de L’Aquila rimangono lì, al freddo delle loro tende adesso che l’inverno e la neve si sta abbattendo sull’Abruzzo, dimenticati da tutti.

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